BIENNALE DEL DISSENSO 1977 E BIENNALE DEL DISSENSO 2026
Quando ho sentito l'attuale presidente della Biennale ricordare la Biennale del Dissenso del 1977 e annunciarne una per quest'anno, in risposta alle tante polemiche nazionali e internazionali sollevate dalla presenza di esponenti filogovernativi alla Mostra stessa, non ho potuto non pensare alla lunga e continua insistenza del FUORI! sui diritti dei e delle omosessuali calpestati in quel paese. Tutto infatti è cominciato proprio quell'anno, con la manifestazione di Angelo Pezzana contro l'ingiusta detenzione di Sergej Paradzanov sulla base dell'articolo 121 del codice penale russo per omosessualità. In realtà il regista (origini armene, nato in Georgia ma molto attivo in Ucraina tanto che il Governo ucraino nel 2024 lo ha riabilitato) era già stato accusato di sodomia e scontato anni di prigione nel 1948. Fu arrestato di nuovo nel 1973/1974 con le stesse accuse e condannato a 5 anni di lavori forzati. L'accusa di omosessualità era molto usata dal regime sovietico per reprimere il dissenso, a torto o a ragione, ma lui non negò mai la sua identità. Questa volta si sollevò una grande campagna internazionale a suo favore, sostenuta, tra gli altri, da Luis Aragon (il padre del surrealismo), Federico Fellini, Andrej Tarkovsky, Jean-Luc Godard e tanti altri. Nel 1976 Pezzana fu il primo dei non eletti delle liste Radicali nel collegio torinese per la Camera dei Deputati e si trasferì a Roma per lavorare al Gruppo parlamentare che nel frattempo si era inventato la carica di " deputato supplente". Lì maturò il progetto di andare a Mosca e manifestare sia per Paradianov che per tutti gli omosessuali russi. Il soggiorno durò qualche tempo, permettendo ad Angelo di conoscere ed intervistare alcuni dei protagonisti del dissenso russo, tra cui Sacharov, ed alcuni giornalisti. A questo proposito non si deve dimenticare che tutti (e dico tutti) i colloqui avvenuti in case private erano registrati dalla polizia segreta e forse questo spiega la freddezza nel prendere apertamente posizione a favore delle persone imprigionate per omosessualità.
Il 15 novembre del 1977, di mattina, Angelo provò a manifestare sulla Piazza Rossa ma fu fermato da esponenti dei servizi segreti russi addirittura nell'atrio del suo Hotel a Mosca (l'Hotel Naztional). Così salì in camera e parlò con i giornalisti italiani presenti. Fu fermato ed espulso dall'URSS immediatamente, con il divieto di tornare. In Italia lavorarono in quei giorni due gruppi di supporto: il primo a Torino con il sottoscritto e soprattutto Carlo Sismondi, il secondo a Roma presso il Gruppo radicale della Camera con in testa Marco Pannella ed Emma Bonino che il giorno stesso della manifestazione fecero una conferenza stampa. Si presero il compito di fare immediata pressione sugli organi dello Stato italiano affinchè non succedesse nulla (presidente del Consiglio era Andreotti, Ministro degli Esteri Forlani, sottosegretari agli Esteri Foschi e Radi e l'ambasciatore italiano a Mosca Maccotta). In questi anni ho cercato, senza fortuna, tracce scritte dell'interessamento italiano. Ricordo però perfettamente che Pannella disse più volte che era personalmente intervenuto in quei giorni, e ci sono anche le sue dichiarazioni sui giornali dell'epoca.
Quasi tutti però dimenticano un dettaglio rispetto a questa storia: Angelo sapeva del progetto della Biennale del Dissenso (era pubblico ed un radicale di nome Paolo lavorava nella segreteria della Biennale) e prese contatto con Carlo Ripa di Meana per organizzare un incontro/dibattito su Paradianov stesso nel quale avrebbe raccontato la sua esperienza: non andò proprio così. Gli organizzatori ricevettero numerose pressioni dal Governo russo affinché il tono dei dibattiti fosse il più basso possibile e tutto centrato sulla critica cinematografica. Le cronache del tempo riferiscono di una pressione diretta dell'allora Ambasciatore russo Ryzhov su Forlani affinchè durante gli incontri si desse il minimo spazio al dissenso. E queste pressioni si fecero sentire molto forte, e risuonarono nelle posizioni dell'allora PCI che intervenne per evitare che quella Biennale fosse così esplosiva. Non va dimenticato che una parte consistente degli industriali italiani faceva affari con i russi (Fiat in testa) e di certo non gradiva tutti quei riflettori su una realtà orrenda.
Ma ci fu anche un caso specifico: era prevista la proiezione di un film di Paradjanov, "Il colore del melograno" (1969) che insieme a "Le ombre degli avi dimenticati (1964 girato in Ucraina) è considerato uno dei suoi capolavori, e di seguito gli interventi di alcuni critici, tra cui doveva esserci quello di Pezzana sulla sua esperienza moscovita. Il dibattito subì molti cambiamenti e fino all'ultimo non si sapeva se si sarebbe fatto o no, e con chi. Alla fine, anche grazie ad una manifestazione del Fuori! a Venezia, fu realizzato ma insieme ad Angelo e Ripa di Meana parlò anche un certo signor Lihem, critico cinematografico pare esperto di Paradjanov. Costui prima del dibattito fece di tutto per dissuadere Angelo dal parlare e quando finalmente intervennero furono talmente lunghi, lui e Ripa di Meana, che quasi nessuno si fermò a sentire la vicenda di Angelo.
Inoltre ci fu un seguito a Roma dove qualche giorno dopo si svolgevano le "Giornate Sacharov" (25-28 novembre 1977) con numerosi personaggi molto importanti del dissenso russo ed est-europeo. A presiedere quelle giornate c'era Simon Wiesenthal e questo rassicurò Angelo, che invece subì una cocente disillusione non trovando spazio e tempo per raccontare la sua esperienza.
Ci furono anche manifestazioni del Fuori! sia a Torino che a Milano nel 1978 davanti ai cinema dove si svolgeva un ciclo di film di origine russa (con tanto di esponenti PCI schierati), sempre bloccati dalla polizia italiana.
Altri tempi, direte voi, altri personaggi. Ma proprio per questo devono essere ricordati: la nostra iniziativa per la libertà delle persone omosessuali in Russia è sempre stata al centro dell'impegno internazionale, e continuò con Enzo Francone a Mosca nel 1980 e tante altre iniziative e manifestazioni.
Chissà se troveranno lo spazio, il tempo e le parole a Venezia quest'anno per ricordare la terribile realtà delle persone omosessuali russe, ieri ed oggi. Noi di Certi Diritti insieme a tante altre associazioni ci saremo, il prossimo 9 maggio.
PS: la foto che segue è stata scattata a Venezia nel 1977 il giorno in cui alla Biennale del Dissenso sembrava non esserci spazio per un intervento di Angelo. Da destra: Enzo Francone, Vera Fraboni ex Fabrizio, Angelo Pezzana, una persona che non riconosco e Felix Cossolo.
La foto che pubblico in calce è quella scattata dall'Agenzia UPI nell'androne dell'Hotel Natzional il 15.11.1977, che è stata ripresa, tra gli altri, anche nel libro che lo Schwulen Museum di Berlino ha dedicato ai 100 anni di storia del Movimento di liberazione omosessuale.
PS: per chi ne volesse sapere di più consiglio oltre alla lettura degli articoli a stampa di quel periodo e i resoconti che fece Angelo stesso (su "Lambda", n.9 -1977 e su "FUORI!" n.17-1977/1978 e nelle sue autobiografie) consiglio vivamente il saggio di Stefano Pisu "New perspectives on the Parajanov affair: The role of Italian activism in the transnational campaign for his release" sulla rivista Cahier du Monde Russe 62, 2021 https://doi.org/10.4000/monderusse.12499

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