<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-3504738857376052750</id><updated>2012-02-17T18:03:39.942+01:00</updated><category term='gay'/><category term='berlusconi'/><category term='certi diritti'/><title type='text'>Gay Independent</title><subtitle type='html'>ragionare sui fatti</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://gayindependent.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3504738857376052750/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gayindependent.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Enzo Cucco</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_xHu-Bc0aqBg/TArbeMhhDFI/AAAAAAAAAEo/vD4QA0HRap0/S220/54.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>31</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3504738857376052750.post-3949453624551797125</id><published>2011-12-16T00:46:00.002+01:00</published><updated>2011-12-16T01:01:09.999+01:00</updated><title type='text'>GOVERNO MONTI, UNAR E LOTTA ALLE DISCRIMINAZIONI</title><content type='html'>Lo scorso 13 dicembre il Governo ha assegnato ad Andrea Riccardi alcune funzioni di grande rilievo nell’ambito delle politiche sociali, tra cui quelle sulla famiglia, sulle tossicodipendenze e sull’UNAR, l’Ufficio nazionale contro le discriminazioni razziali, ed ha riconfermato ad Elsa Fornero le funzioni sulle pari opportunità. &lt;br /&gt;Va ricordato che l’attuale Governo ha ridotto in modo molto consistente il numero dei Ministri (sia con portafoglio che senza), e tenendo presente la scadenza della legislatura, l’impressionante mole di lavoro e di responsabilità a carico di ciascuno e la oggettiva scarsità di funzioni assegnate ad alcuni dei Sottosegretari e Viceministri, una ridefinizione delle attribuzioni era necessaria.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma perché allontanare l’UNAR dalle pari opportunità?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa distinzione appare in controtendenza  rispetto all’evoluzione che tutto questo ambito di politiche (ma anche di norme) ha subito e sta subendo in tutt’Europa. Come è noto l’Italia ha prodotto un corpo di norme significativo ed all’avanguardia nell’ambito delle pari opportunità tra uomo e donna, ma manca del tutto di una norma specifica per la lotta contro tutte le forme di discriminazione, oltre alle due leggi di recepimento delle direttive comunitarie del 2000. La carenza normativa e l’assenza di un soggetto terzo per l’intervento in materia di lotta alle discriminazioni sono stati per anni i motivi  sia delle critiche europee che dell’assenza di una vera politica nazionale sulla materia. Di questa situazione era perfettamente consapevole sia il Ministro Carfagna che l’UNAR a cui dobbiamo riconoscere di aver fatto letteralmente dei miracoli per recuperare nell’ambito delle politiche e degli interventi concreti quello che sul piano normativo non poteva essere recuperato. Prima di tutto la facoltà di intervenire su tutte le sei aree di potenziale discriminazione previste dall’articolo 19 dei Trattato dell’Unione (genere, orientamento sessuale, età, disabilità, religione e credenze personali, origine etniche e nazionali) e non solo in materia di razzismo, come la missione iniziale prevedeva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Unire l’UNAR al Ministero “della cooperazione internazionale e integrazione” sembra re-spingere queste politiche nell’alveo di quelle contro il razzismo, con la conseguenza che le pari opportunità tornano ad essere esclusivamente quelle “classiche” tra uomo e donna. E’ così, o si tratta solo di un effetto ottico dovuto ad una redistribuzione di funzioni basata su logiche politiche e non su una razionale trattazione delle materie in oggetto?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Spero di essere smentito, magari anche solo leggendo il testo dei decreti di delega che ancora non si conoscono, e sono certo che la qualità del Ministro Riccardi e l’indiscussa consapevolezza e dedizione che l’UNAR ha dimostrato negli ultimi anni nel gestire una materia tanto incandescente, sapranno non solo dissipare ogni ombra ma anche far procedere l’Italia nella direzione di quelle riforme che in tutta Europa ormai sono concretezza da anni. Non ci sono ne i tempi né le condizioni politiche per intervenire sulla legislazione italiana in modo organico, ma molto si può fare sulle politiche e soprattutto si deve tentare di istituire quel soggetto indipendente dal Governo che, assorbendo l’UNAR e magari qualche altra istituzione di parità, sappia farci fare quel passo avanti di cui abbiamo bisogno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Saprà il Governo marciare, diviso ma unito, su questo obiettivo? Saprà gestire l’oggettiva sovrapposizione di due Ministeri su una materia che, nella sostanza e per molti ambiti non solo sono sovrapponibili ma necessitano di integrazione?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Enzo Cucco&lt;br /&gt;15/12/2011&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3504738857376052750-3949453624551797125?l=gayindependent.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gayindependent.blogspot.com/feeds/3949453624551797125/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3504738857376052750&amp;postID=3949453624551797125' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3504738857376052750/posts/default/3949453624551797125'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3504738857376052750/posts/default/3949453624551797125'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gayindependent.blogspot.com/2011/12/governo-monti-unar-e-lotta-alle.html' title='GOVERNO MONTI, UNAR E LOTTA ALLE DISCRIMINAZIONI'/><author><name>Enzo Cucco</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_xHu-Bc0aqBg/TArbeMhhDFI/AAAAAAAAAEo/vD4QA0HRap0/S220/54.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3504738857376052750.post-2713719682233253071</id><published>2011-09-18T23:00:00.002+01:00</published><updated>2011-09-18T23:04:48.610+01:00</updated><title type='text'>OUTING OVVERO DELL'INFANTILISMO CHE C'E' IN NOI</title><content type='html'>Finché si è trattato delle solite grida dei soliti ignoti su mirabolanti rivelazioni in merito ai gusti sessuali di noti personaggi pubblici (cosa che ciclicamente da molti anni qualcuno annuncia) non ci ho fatto gran caso. Il pettegolezzo, lo dicono autorevoli studiosi di antropologia, fa parte del nostro essere sociale e fin da quando si ha memoria scritta esso ha accompagnato l’ascesa e la caduta dei potenti di turno. Basta leggere anche solo poche pagine di uno qualsiasi degli storici latini.&lt;br /&gt;Viviamo tempi in cui del pettegolezzo si è fatto mercato, anzi a dire il vero un mercato del genere c’è sempre stato, solo che negli ultimi anni è diventato pubblico e tende ad assumere connotazioni pervasive dei meccanismi della comunicazione, così come della vita pubblica, sotto ogni forma conosciuta. Al punto che quasi non si comprende fin dove la circolazione di pettegolezzo abbia come obiettivo quello di influenzare il potere (possedere la conoscenza, anche dei fatti privati dei nostri avversari, è potere ….) o semplicemente vendere se stesso sul mercato del vouyerismo, sempre più attivo e prolifico.&lt;br /&gt;Con queste premesse ho accolto il nuovo annuncio di scandalo che dovrebbe abbattersi su di noi, anzi sui politici colpevoli di essere omofobi, il prossimo 23 settembre: più o meno con lo stesso grado di attenzione che dedico a una copertina un po’ più urlata di uno dei tanti rotocalchi dedicati al genere.  &lt;br /&gt;In breve, però, mi sono reso conto che c’era qualcosa di diverso nell’aria. L’ho capito dalle tante prese di posizioni in liste di discussione e/o sui social network di persone di cui ho stima, che ritengo essere maggiorenni e vaccinate rispetto ai meccanismi del mercato della comunicazione, anche di quella legata al mondo gay, lesbico e transessuale nostrano. Quasi tutte le prese di posizione usavano una bella foglia di fico per coprire la vergogna di ricorrere al pettegolezzo come arma e questa foglia sarebbe la teoria dell’outing politico. Ora, pur sfuggendomi il nome dell’ insigne studioso che ha elaborato siffatta teoria e sospettando che di vera foglia di fico si tratti, mi rivolgo ai soliti 10 lettori di questa nota per proporre qualche riflessione in merito.&lt;br /&gt;Pare, infatti, che la teoria dell’outing politico se ne freghi decisamente dei principi e della storia. &lt;br /&gt;Dei principi perché sembra non potersi applicare a questa teoria ne il vecchio adagio (ahimè mai del tutto attecchito in Italia) che “i fini non giustificano i mezzi” ne quel minimo di pratica non violenta della politica che non si limita solo ad evitare l’uso delle mani o delle pistole, ma anche delle parole. Come se gli ultimi vent’anni della storia italiana non abbiano mostrato a sufficienza le conseguenze di linguaggi violenti. &lt;br /&gt;Della storia perché coloro che predicano l’outing politico si sono bellamente dimenticati che la delazione è stata la peggiore arma contro le persone omosessuali da quando l’omosessualità è stata considerata prima peccato e poi reato.  E così, in nome di un infausto “chi di omofobia ferisce di outing perisce” son tutti pronti a giustificare l’uso della delazione contro chi, essendo omosessuale non ha le nostre stesse idee. Infatti il nucleo centrale di tale teoria pare sintetizzarsi nell’affermazione che sarebbe giustificato “sputtanare” una persona che vive segretamente la propria omosessualità nel caso in cui la stessa persona predichi, o voti, contro  i diritti delle persone omosessuali. Più o meno come “rivelare” al mondo che un militante anticaccia continua a mangiar le bistecche dopo aver raccolto le firme per un referendum abrogativo.&lt;br /&gt;Francamente mi sfugge la logica di questo ragionamento, e a coloro che si rifanno a questioni di coerenza (di cui gli statunitensi sarebbero maestri, essendo questa teoria dell’outing politico nata da quelle parti) rispondo che in questo caso la coerenza non c’entra proprio nulla perché pur essendo molto probabile che vi sia una relazione tra il vivere nascostamente la propria omosessualità ed essere contro i diritti lgbt, non esiste alcuna relazione logica tra questo e il passaggio successivo dello sputtanamento.&lt;br /&gt;Se non quello della vendetta. E il desiderio di vendetta è molto umano, perché figlio della rabbia, della frustrazione, del senso di impotenza che tutti sentiamo, me compreso, di fronte alla protervia violenta di chi usa dolosamente ignoranza e pregiudizio per negare l’uguaglianza reale, non solo quella formale, delle persone omosessuali. &lt;br /&gt;Quello che non capisco è come mai sia così scarsa la consapevolezza che queste forme di rivalsa sono risposte infantili ad un problema molto serio, che è quello di sottrarre potere a chi oggi lo usa contro di noi.  L’infantilismo di questo atteggiamento a me risulta chiarissimo dalla semplice considerazione che a screditare l’immagine del politico omofobo e omosessuale non ci guadagna proprio nessuno, ne tantomeno la causa dei diritti delle persone omosessuali. Ma solo quei furbetti che su questo pettegolezzo lucrano qualcosa, un po’ di visibilità, forse qualche soldino, ma non molto di più.&lt;br /&gt;Insomma, il cosiddetto outing politico prima che essere sbagliato è inutile. &lt;br /&gt;E’ così difficile da capire?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Enzo Cucco&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3504738857376052750-2713719682233253071?l=gayindependent.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gayindependent.blogspot.com/feeds/2713719682233253071/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3504738857376052750&amp;postID=2713719682233253071' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3504738857376052750/posts/default/2713719682233253071'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3504738857376052750/posts/default/2713719682233253071'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gayindependent.blogspot.com/2011/09/outing-ovvero-dellinfantilismo-che-ce.html' title='OUTING OVVERO DELL&apos;INFANTILISMO CHE C&apos;E&apos; IN NOI'/><author><name>Enzo Cucco</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_xHu-Bc0aqBg/TArbeMhhDFI/AAAAAAAAAEo/vD4QA0HRap0/S220/54.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3504738857376052750.post-8362455649397870625</id><published>2011-07-27T15:15:00.001+01:00</published><updated>2011-07-27T15:37:46.460+01:00</updated><title type='text'>DALL'OMOFOBIA ALLA SESSUOFOBIA - Prolegomeni per una iniziativa radicale in tema di libertà e diritti sessuali della persona</title><content type='html'>Scrivo queste righe a ridosso dell’ennesimo scandalo di un Parlamento che fa finta di non vedere e non sentire come la società italiana sia cambiata, rigettando una proposta di legge, davvero minima, contro l’omofobia, per tentare di ragionare sui fatti e costruire una iniziativa radicale su questi temi.&lt;br /&gt;Non spreco ulteriori parole in merito a quanto accaduto alla Camera di ieri perché, come al solito, Ainis sul Corriere della Sera del 27 luglio 2011 ha detto sinteticamente tutto quello che davvero è necessario dire. Ma sulla sostanza della materia invece è utile fare qualche riflessione aggiuntiva, perché lo stop di ieri possa diventare una opportunità per riflettere e costruire iniziative fondate nel merito e non solo tentate sulla base di tattiche parlamentari che, ahimè, hanno efficacia pari a zero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dico subito che i termini omofobia e sessuofobia non mi entusiasmano: la radice “fobica” di comportamenti di disprezzo, che provocano discriminazione e a volte anche atti violenti, è tutta da dimostrare, e secondo me ridurre tutti questi comportamenti a fobia, ovvero a una fattispecie medico-psichiatrica del nostro agire, confina nella patologia comportamenti che invece sono dannatamente normali. Voglio dire che non nego che questi comportamenti possano avere radici psicologiche (e non solo) ma la cultura ottocentesca e positivista che sta dietro questo tipo di classificazioni non è più sufficiente per spiegare la sessualità che viviamo alla luce di tutto quello che sappiamo dopo decenni di ricerca evoluzionista e neurobiologica. In altri termini, e molto semplificando, la felice intuizione della Arendt sulla “banalità del male” è applicabile anche a questa fattispecie, e non possiamo ridurre la complessità di questi fenomeni ad una risposta (quella penale) che risolve poco o nulla.&lt;br /&gt;So anche che le ferree leggi della semplificazione linguistica in politica e in comunicazione sono ben più forti dei miei purismi, e quindi uso, con i limiti del caso, i due termini cercando di spiegare perché, dato il contesto, è meglio orientarsi sulla lotta contro la sessuofobia, piuttosto che sulla “sola” omofobia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutti noi siamo consapevoli (credo anche i proponenti del pdl alla Camera e molti dei leader del movimento lgbt italiano) che agire solo sulla leva penale è insufficiente e forse anche un pò pericoloso in un paese come l’Italia dove la materia penale è trattata come è trattata. La realtà dei paesi dove queste norme già esistono (anche se in contesti giuridico-sociali differenti) sta lì a dimostrare che reprimere senza comprendere e prevenire non basta.&lt;br /&gt;Vorrei però fare un passo in più e verificare se tutti siamo ugualmente consapevoli che il nostro Paese non sta per nulla vivendo un periodo di particolare recrudescenza di atti omofobici: non abbiamo dati su cui riflettere (né noi né quelli che sostengono il contrario, si badi bene, perché i numeri che circolano non resisterebbero al vaglio di uno studente del primo anno di statistica) ma la comparazione con la realtà europea e l’esperienza (che non ci manca) stanno lì a certificare che oggi vediamo di più gli atti omofobici perché i media li segnalano di più e perché più persone omosessuali denunciano cose che fino a poco tempo fa rimaneva nel privato vergognosamente nascosto della propria esistenza.&lt;br /&gt;Quello che invece è certificato, non dai numeri ma dagli atti politici e dalle dichiarazioni stampa, è che la cultura sessuofoba così definita negli anni ’60 e ’70, è tornata di moda (uso consapevolmente questo termine) e non solo tra la classe politica succube di uno dei tanti vaticani del mondo, ma tra i media e tra la gente. Spero non si faccia l’errore di considerare le dichiarazioni di Buttiglione come l’ultimo rantolo di una cultura perdente ma, propriamente, come il vagito di una vecchia e rinnovata cultura della mortificazione della vita consapevole, e dell’amore responsabile, che torna vincente nelle parole del Ratzinger teologo e papa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io credo che per provare a costruire una iniziativa radicale su questi temi, ovvero una iniziativa che guardi con occhi liberali e libertari alla vita ed alla sessualità, si debba fare lo sforzo di uscire dai particolarismi e ricondurre la complessità che abbiamo di fronte innanzitutto ad una consapevolezza, che è quella che ci troviamo di fronte ad una battaglia culturale, quindi sociale e politica, prima ancora che penale e legislativa. &lt;br /&gt;Questo significa che le singole iniziative che si possono (e devono) intraprendere, sono da mantenere saldamente collegate al quadro complessivo di lotta alla sessuofobia in tutte le sue molteplici forme, vecchie o nuove che siano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bisogna, forse, avere il coraggio di abbandonare la richiesta del riconoscimento degli atti omofobici come aggravante di una norma penale “aggravata” ormai da una miriade di orpelli, per lavorare decisamente sul concetto di “reati di odio”, che è la direzione su cui tutta Europa sta lavorando, anche superando un pregiudizio tutto radicale che porta a confondere i reati d’odio con i reati di opinione. Non è vero che il confine tra questi due reati non esiste, come vogliono far credere i buttiglioniani d’ogni sorta, e dobbiamo offrire il nostro contributo affinché si raggiunga una proposta trasparente ed efficace su questo terreno. Se questo tema debba esser trattato ampliando la Legge Mancino o no, è cosa su cui si può discutere, ma è necessario che diventi consapevolezza comune che nelle società complesse in cui noi viviamo, dove la comunicazione non è solo esercizio di libertà ma anche strumento di manipolazione e censura, questo confine debba essere tracciato, e siano perseguiti quegli atti (anche le parole sono atti) che hanno diretta conseguenza discriminatoria e violenta. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E dobbiamo anche trovare il modo di andare avanti su altri fronti, come quello della legalizzazione della prostituzione, dell’educazione sessuale nelle scuole elementari e medie inferiori (oltre è inutile), della legalizzazione dei rapporti sessuali tra detenuti e loro conviventi, della promozione di una comunicazione non sessuofoba (l’iniziativa di Emma Bonino dell’Osservatorio sull’immagine della donna in RAI va in questa direzione). Senza dimenticare l’importante progetto di riforma del diritto di famiglia già presentato in Parlamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le singole iniziative non ci mancano, e sempre di più ne avremo viste le scelte che l’ultimo Congresso dell’Associazione radicale certi Diritti ha fatto e il grande lavoro che tanti altri soggetti radicali, magari per vie traverse, stanno facendo. Quello che ci manca è un modo per rappresentarle agli altri, una cornice unica, magari una Conferenza dove chiamiamo tutti coloro che potenzialmente sono d’accordo sule nostre tesi e possono diventare sostenitori delle nostre iniziative. Per tornare ad essere riconosciuti come uno dei motori delle riforme in Italia in questo ambito, non solo per il nostro passato ma anche per il futuro nuovo che sappiamo progettare e costruire. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed anche per utilizzare la possibilità che si scelga la strada della raccolta di firme su proposte di legge di iniziativa popolare per presentare ad un più vasto pubblico le nostre proposte che abbiamo già presentato o stiamo per presentare in parlamento. Inutile sul piano parlamentare, ma buona occasione per farci conoscere per strada. &lt;br /&gt;Lo slogan lo abbiamo già, è quello della campagna elettorale del 1976 “la tua vita sessuale è solo tua, liberala!”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Enzo Cucco&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3504738857376052750-8362455649397870625?l=gayindependent.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gayindependent.blogspot.com/feeds/8362455649397870625/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3504738857376052750&amp;postID=8362455649397870625' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3504738857376052750/posts/default/8362455649397870625'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3504738857376052750/posts/default/8362455649397870625'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gayindependent.blogspot.com/2011/07/dallomofobia-alla-sessuofobia.html' title='DALL&apos;OMOFOBIA ALLA SESSUOFOBIA - Prolegomeni per una iniziativa radicale in tema di libertà e diritti sessuali della persona'/><author><name>Enzo Cucco</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_xHu-Bc0aqBg/TArbeMhhDFI/AAAAAAAAAEo/vD4QA0HRap0/S220/54.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3504738857376052750.post-4887812692570931862</id><published>2011-06-13T15:03:00.003+01:00</published><updated>2011-06-13T15:23:31.287+01:00</updated><title type='text'>BENVENUTI NEL GLOBAL PRIDE!</title><content type='html'>Ora non ci sono più scuse: dopo il fragoroso successo di massa del Roma Europride 2011 spero sia definitivamente chiaro a tutti che siamo nel mezzo di una nuova era per i Pride di massa (diciamo quelli che sono almeno nazionali e/o realizzati nelle grandi capitali del mondo) nei quali l’equilibrio tra marketing e libertà produce un messaggio, semplificato ed efficacissimo, che raggiunge una massa di persone prima impensabile per il movimento lgbt.&lt;br /&gt;Pensate, infatti, al centinaio di milioni di persone che, in tutto il mondo, sono state almeno toccate dal messaggio di Lady Gaga a Roma per Europride, e vi renderete conto che siamo di fronte ad un momento unico nella storia della comunicazione sui diritti delle persone lgbt. Non è la prima volta, ovviamente, che lo &lt;em&gt;star system&lt;/em&gt; ha fatto proprie le richieste del movimento, ma mai come a Roma si è materializzata quella fortunata combinazione di cause per cui quell’evento lì, proprio quello, passerà alla storia per la sua unicità: una vera star globale, non quelle con un glorioso passato alle spalle o consistenti speranze nel futuro, lucidamente consapevole dei propri limiti al punto che lei stessa ci avvisa che la “ festa” non basta, ma al tempo stesso “politica” come nessuna altra star globale sia mai stata, che a Roma, capitale del fondamentalismo cattolico e cristiano, si espone e al tempo stesso riafferma la propria &lt;em&gt;leadership &lt;/em&gt;mediatica sui temi della liberta sessuale, non si era mai vista. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono convinto che Lady Gaga stia costruendo una personale modalità di esposizione che è un caso di scuola assoluto nella storia delle &lt;em&gt;social celebrities&lt;/em&gt; (anche al di là della scelta dei temi lgbt come terreno di sviluppo della propria personalità e del proprio &lt;em&gt;business&lt;/em&gt;) ma anche, paradossalmente, che in Italia il più attrezzato per capire fino in fondo il significato di questi eventi sia proprio Berlusconi. Anche se la sua innegabile competenza comunicativa è ormai offuscata dagli interessi personali e dalla volontà di non dispiacere le autorità vaticane.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo sviluppo mass-mediatico (nel senso letterale delle parole) dei Pride era già visibile da tempo, e se guardiamo alla nostra storia ci renderemo conto che questo passaggio è attuale anche in Italia, almeno dal World Pride di Roma del 2000. Ed è, a mio avviso, una evoluzione naturale e quasi scontata di un evento che, di per sé, mettendo insieme il tema della visibilità e della libertà, non poteva non incrociarsi con lo sviluppo dello &lt;em&gt;show business&lt;/em&gt; e del &lt;em&gt;marketing &lt;/em&gt;socialmente responsabile. Stiamo parlando, è bene ricordarlo, di fenomeni di massa, che di per sé sono possibili solo dopo anni di “avanguardia” (politica e comunicativa) sul tema. La comunicazione e il marketing, infatti, vengono solo dopo che il terreno è stato arato e fecondato da anni di iniziative, solitarie e minoritarie. Questi eventi certificano infatti un successo già raggiunto, e lo fortificano: il successo della dignità e dell’uguaglianza delle persone lgbt nella società italiana, che distonicamente riflette il silenzio istituzionale, anzi direi dell’intera classe dirigente del Paese, che fa finta che nulla sia capitato, o riduce tutto alle “solite canzonette”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La società italiana, quindi, è pienamente europea e occidentale, e questa manifestazione lo ha dimostrato. Stupisce, invece che nessuno si accorga della nostra, solita, anomalia: in tutta Europa l’organizzazione di questi eventi è affidata ad organizzazioni che, di fatto, sono imprese che operano nello show business, o dintorni. Solo da noi politica e affari si sovrappongono al punto tale che i soggetti coincidono. Non lo segnalo a detrimento degli organizzatori dell’Europride, che hanno dato il meglio di se stessi oltre ogni aspettativa, ma è un fatto che solo da noi, affari e politica, sempre maledetti, continuano a viaggiare assieme, nel bene (come per l’Europride) e nel male (e qui lascio a voi individuare l’esempio migliore).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di fronte a questa realtà le critiche amarognole che circolano abbondanti sulla presenza di Lady Gaga (sul tovagliato chic che si è messa addosso, sullo sfrenato citazionismo del suo design scenico, sull’esile struttura del suo discorso …. ) o lo sguardo preoccupato di chi (ed io per primo son caduto nella trappola) guardandosi con gli occhi di chi sta per dire “ ... non ci son più i Pride di una volta ...” si domanda come è potuto capitare che il messaggio politico del Pride sia diventato appannaggio di una star della musica pop, e le pur fondate rimostranze sulle smagliature organizzative (chi non ne ha per eventi di questa portata?) sono poco o nulla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli organizzatori di questo Europride (a cui va tutta la mia gratitudine) e l’intero movimento lgbt italiano sono perfettamente consapevoli che un tale successo porta con se maggiori responsabilità per il futuro. Perché il passaggio tra piazze piene e uguaglianza vera non è ne scontato ne facile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sarà interessante vedere, per esempio, quante persone andranno davanti al Parlamento nel giorno in cui si comincerà la discussione sui pdl anti-omofobia, a partire dalla maratona organizzata dall’Associazione radicale Certi Diritti. O quali altre iniziative di pressione e lobby riusciremo a mettere insieme nei prossimi tempi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Adesso comincia il vero spettacolo: sul proscenio ci siamo noi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Enzo Cucco&lt;br /&gt;gayindependent.blogspot.com/&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PS: posso per favore chiedere che siano bandite da tutti i Pride italiani le canzoni di quella coda di paglia di Renato Zero?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PPSS: Spero che EPOA trovi il modo per ringraziare sul serio gli organizzatori italiani per la straordinaria risonanza mondiale che la presenza della Lady gli ha regalato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PPPSSS: peccato che in quella splendida manifestazione la realtà torinese (le associazioni, il Comune e la rete Ready, i locali, l’esperienza unitaria di questi anni) fosse completamente assente ....&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3504738857376052750-4887812692570931862?l=gayindependent.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gayindependent.blogspot.com/feeds/4887812692570931862/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3504738857376052750&amp;postID=4887812692570931862' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3504738857376052750/posts/default/4887812692570931862'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3504738857376052750/posts/default/4887812692570931862'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gayindependent.blogspot.com/2011/06/benvenuti-nel-global-pride.html' title='BENVENUTI NEL GLOBAL PRIDE!'/><author><name>Enzo Cucco</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_xHu-Bc0aqBg/TArbeMhhDFI/AAAAAAAAAEo/vD4QA0HRap0/S220/54.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3504738857376052750.post-8182793123437124370</id><published>2011-04-14T23:53:00.002+01:00</published><updated>2011-04-15T00:13:36.458+01:00</updated><title type='text'>PERCHÉ DOBBIAMO RINGRAZIARE CHIAMPARINO</title><content type='html'>Vorrei aggiungere la mia voce a quella di coloro che stanno ringraziando Sergio Chiamparino sia per le cose che ha fatto che per le cose che ha dichiarato in materia di diritti delle persone omosessuali e transessuali. Lo potrei fare per tante altre sue posizioni ed iniziative, ma mi limito a questa, non solo perché ho seguito molto da vicino alcune delle vicende in cui il Sindaco si è distinto, ma perché la trovo esemplificativa di molto del suo agire politico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Comincio dal Pride nazionale, quello che vide nel 2006 una città straordinariamente coinvolta in un anno di iniziative sociali, culturali e politiche, compresa la manifestazione del 17 giugno che non a caso passerà alla storia come una delle più grandi degli ultimi 20 anni insieme a quella del 13 febbraio 2011. Per organizzare quel Pride, gia nel 2005, prendemmo a prestito le parole del sociologo Florida e la sua teoria delle 3 T (Talento, Tecnologia, Tolleranza) segnalando in questo modo a una Città alle prese con la più grande trasformazione economico-sociale dei suoi ultimi 50 anni, che il tema dei diritti e dell’uguaglianza sostanziale delle persone è una degli assi strategici di ogni reale progetto di sviluppo, non una voce tra le “varie” della nuova agenda sociale ed economica. &lt;br /&gt;Pur non rappresentando nulla di particolarmente innovativo nel contesto europeo, questo tema in Italia era e resta una posizione condivisa da pochi, alcuni dei quali la usano solo per farsi belli nelle manifestazioni pubbliche, senza mai concretizzare alcunché.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Sindaco, come si ricorderà, non fece mancare il supporto del Comune alle iniziative: un supporto decisivo e convinto, che però è andato di pari passo con la sua personale posizione di presa di distanza dalla manifestazione di strada con argomenti che, curiosamente, mi son tornati in mente leggendo le motivazioni addotte dalla Regione Piemonte nel tentare di giustificare il ritiro del logo regionale alla 26esima edizione del Festival del Cinema lgbt di Torino. Chiamparino disse che la decisione di non essere presente in piazza il 17 giugno derivava dal suo essere Sindaco di tutti, e dal non voler scontentare una parte della cittadinanza, con “diversa sensibilità”. Argomento un po’ leggero, che in realtà noi sappiamo (e pure lui sa bene) essere stato uno degli stratagemmi per tenere insieme pezzi della sua maggioranza che scalpitavano. E tanto hanno scalpitato che poi sono addirittura usciti dal partito e dalla coalizione, senza che né l’uno né l’altra patissero grandi conseguenze negative. Il Pride nazionale non ha scalfito di una virgola la grande vittoria alle elezioni per il secondo turno (svoltesi “solo” qualche settimana prima della manifestazione dopo mesi di polemiche sui giornali), al contrario sono convinto che ha rafforzato, e di molto, la vocazione alla tolleranza e all'accoglienza di una città, e del suo Sindaco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo è stato tutto più facile, ed anche la disponibilità del Sindaco ad assumere visibilità nazionale su questi temi, schierandosi apertamente e senza tentennamenti dalla parte della piena uguaglianza, prima acconsentendo all’esposizione della bandiera rainbow dal balcone del palazzo municipale nel Pride torinese del 2009 e poi celebrando virtualmente le nozze di Antonella e Deborah. Oltre alla posizione da subito positiva in merito alla proposta di deliberazione di iniziativa popolare in materia di riconoscimento delle unioni civili che ha reso la Città di Torino la prima in Italia ad avere scritto nero su bianco in un proprio Regolamento che le unioni civili hanno gli stessi diritti delle famiglie fondate su matrimonio.&lt;br /&gt;Senza contare la costante attività del Servizio lgbt che ha animato in questi anni, anche su impulso di tutte le Assessore alle Pari Opportunità che si sono succedute (da Eleonora Artesio che lo ha fondato fino a Marta Levi che lo ha guidato con impegno e senza tentennamenti dal Pride nazionale ad oggi), decine di iniziative dentro e fuori il Comune, nelle scuole, nei servizi pubblici, nei consultori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Grazie agli anni della Giunta Chiamparino Torino ha rafforzato e sviluppato la sua identità di capitale italiana dei diritti, che il confronto con le altri metropoli non può che esaltare. Su questo non ho alcun dubbio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto questo, comunque, non nasce dal nulla, e Chiamparino fa parte, perfino nello stile comunicativo, della classe dirigente di questa città che un po’ alla volta si è avvicinata ai temi dei diritti delle persone omosessuali con molta poca retorica e molta concretezza. Questo cammino ha una data di nascita precisa, l’8 giugno del 1979, giorno in cui il Sindaco Novelli riceve la delegazione del Fuori!, prima volta che in Italia un Sindaco accoglie questa richiesta. Assecondando le scelte politiche del tutto nuove fatte nel suo Congresso dell’anno precedente, l’allora movimento nazionale di liberazione omosessuale inaugura con l’incontro con Novelli una nuova stagione politica del movimento, mettendo al centro i diritti e il confronto con le Istituzioni. E Novelli, a modo suo, coglie la sfida, incontra la delegazione e non si oppone a che ben tre Assessori della sua Giunta (Gianni Dolino, Angela Migliasso e Giorgio Balmas ) passassero dalle dichiarazioni di principio ai fatti. E furono anni di belle iniziative.&lt;br /&gt;Certo, c’era stata la batosta delle elezioni del 1979 che fece aprire gli occhi al Pci di allora sulle cosiddette “nuove istanze sociali”. E il PCI torinese fu all’avanguardia su questi temi, anche grazie al segretario della Federazione provinciale del PCI di quegli anni, Giuliano Ferrara (si, lui ...) che nel settembre del 1979 organizzò, primo in Italia, un dibattito sull’omosessualità durante il Festival cittadino dell’Unità. &lt;br /&gt;Chiamparino era allora vicino a quella corrente (non è questa la parola ufficiale, ma così ci intendiamo meglio) chiamata riformista o migliorista (Amendola, Napolitano, Macaluso … ) che pur con tutti i suoi limiti e le sue timidezze, ha senza dubbio rappresentato per anni l’anima socialdemocratica ed europeista di quel partito. Un’anima che ha perso la sua battaglia, ma che ha seminato quelle sensibilità che hanno reso più comprensibile alla sinistra italiana l’autentica portata costruttiva dei movimenti delle donne e degli omosessuali sul tema dell’ affermazione dei diritti e della responsabilità dei singoli individui (nell’accezione borghese e illuminista dei termini) e non solo nella parte distruttiva di critica al potere maschile e patriarcale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io riconosco nelle scelte di Chiamparino sui temi dei diritti delle persone gay, lesbiche e transessuali, la fedeltà a quella cultura riformista che in Italia ha avuto vita grama, schiacciata tra i contrapposti conservatorismi cattolico e comunista. Di quella tradizione socialdemocratica che non ha avuto paura della modernità e del progresso, e che purtroppo l'Italia non ha conosciuto se non i alcune gloriose eccezioni, tra cui quella radicale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Visto in questa prospettiva il grazie a Chiamparino assume anche il colore di buona fortuna e augurio per il futuro della nostra città e del nostro paese: in fondo basta credere nel futuro, e impegnarsi in prima persona senza farsi troppo abbattere dagli inciampi nella cronaca politica e culturale: solo così vedremo cambiare le cose. In meglio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Enzo Cucco&lt;br /&gt;http://gayindependent.blogspot.com/&lt;br /&gt;15 aprile 2011&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3504738857376052750-8182793123437124370?l=gayindependent.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gayindependent.blogspot.com/feeds/8182793123437124370/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3504738857376052750&amp;postID=8182793123437124370' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3504738857376052750/posts/default/8182793123437124370'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3504738857376052750/posts/default/8182793123437124370'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gayindependent.blogspot.com/2011/04/perche-dobbiamo-ringraziare-chiamparino.html' title='PERCHÉ DOBBIAMO RINGRAZIARE CHIAMPARINO'/><author><name>Enzo Cucco</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_xHu-Bc0aqBg/TArbeMhhDFI/AAAAAAAAAEo/vD4QA0HRap0/S220/54.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3504738857376052750.post-2052431705144674560</id><published>2011-01-23T01:57:00.002+01:00</published><updated>2011-01-23T02:03:33.984+01:00</updated><title type='text'>Cattivi pensieri</title><content type='html'>Stamane sulla seconda pagina de La Stampa è apparso un articolo di Giacomo Galeazzi, noto vaticanista e, pare, vicino a Opus Dei, che ha un incipit perlomeno inquietante: “Niente elezioni anticipate e sganciamento ‘soft’ dal presidente del Consiglio. La prospettiva più accreditata Oltretevere è un altro anno di Berlusconi a Palazzo Chigi (con l’approvazione del ddl Calabrò anti-eutanasia e di altri provvedimenti a difesa di vita, famiglia, libera istruzione) …”.&lt;br /&gt;Che Berlusconi volesse utilizzare i temi cosiddetti “eticamente sensibili” per recuperare il rapporto con Casini era noto, e che ciclicamente gli stessi temi tornino al centro della scena pubblica in funzione strumentale lo è altrettanto: ricordate il violento attacco di Berlusconi contro il Presidente della Repubblica su Eluana? &lt;br /&gt;Ora che l’effetto della pubblicazione delle intercettazioni sulle feste ad Arcore, e l’avvio del relativo procedimento penale, incrinano il fragile equilibrio tra interessi e immagine che da qualche tempo si gioca tra Berlusconi e il Vaticano (entro il quale si inserisce anche il caso Boffo) la prospettiva si fa molto più concreta e potremmo davvero vedere approvati provvedimenti o iniziative che in questi anni sono state annunciate e mai definite.&lt;br /&gt;La disperazione produce le cose peggiori, e senz’altro Berlusconi è di-sperato e deve recuperare al più presto un solido legame con le gerarchie cattoliche che lo hanno sostenuto e supportato con generosità (e con generosità ricambiato) in questi anni.&lt;br /&gt;Saranno mesi molto delicati quelli che ci separano dalle prossime elezioni, e ne vedremo delle belle. Molte delle cose che interessano il Vaticano possono anche non passare attraverso il Parlamento, per esempio i finanziamenti alle scuole private. Ma è su aborto, fine vita e famiglia che si gioca il grosso della partita, sia di contenuto che di immagine.  Sul tema aborto basterebbe un piano nazionale per il sostegno alle associazioni antiabortiste, sulla scorta di quanto alcune regioni hanno già stabilito, con l’aggiunta di qualche milione di sostegno. Sul fine vita ci sono i provvedimenti legislativi in discussione in Parlamento. E sulla famiglia? Il quoziente familiare costa troppo caro (stiamo parlando di miliardi di euro) e certo qualche altro intervento economico simbolico può essere inventato, come l’aumento delle detrazioni per figli a carico, un contributo una tantum per ogni figlio che nasce. Magari qualche sostegno più sostanzioso per le famiglie numerose. Cose così… ma da qualche tempo le gerarchie vaticane sono tornate con maggior insistenza sulla condanna di ogni forma di relativismo e contro quelli che sono considerati prodotti del relativismo stesso: l’educazione sessuale, le unioni tra persone dello stesso sesso, le unioni civili tra persone di sesso diverso. E’ su questo terreno che rischiamo di vedere i prossimi provvedimenti. E tra questi una legge che modifichi il codice civile e che affermi l’impossibilità di legalizzare le unioni tra persone dello stesso sesso non è da escludere.&lt;br /&gt;Troppo pessimista? Spero di si.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Enzo Cucco&lt;br /&gt;22 gennaio 2011&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3504738857376052750-2052431705144674560?l=gayindependent.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gayindependent.blogspot.com/feeds/2052431705144674560/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3504738857376052750&amp;postID=2052431705144674560' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3504738857376052750/posts/default/2052431705144674560'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3504738857376052750/posts/default/2052431705144674560'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gayindependent.blogspot.com/2011/01/cattivi-pensieri.html' title='Cattivi pensieri'/><author><name>Enzo Cucco</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_xHu-Bc0aqBg/TArbeMhhDFI/AAAAAAAAAEo/vD4QA0HRap0/S220/54.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3504738857376052750.post-2693620416919202947</id><published>2011-01-12T01:51:00.000+01:00</published><updated>2011-01-12T01:52:16.583+01:00</updated><title type='text'>2011: ILGA ED EUROPRIDE DI FRONTE AL CASO ITALIA</title><content type='html'>Quando si è saputo che l’Italia nel 2011 avrebbe ospitato sia la Conferenza annuale di ILGA Europe che l’Europride nessuno ha pensato ad una casuale sovrapposizione di eventi, od al frutto di una straordinaria attività lobbistica italiana. Ognuno di noi – e credo anche la stragrande maggioranza dei militanti delle associazioni lgbt d’Europa – ha stimato che la coincidenza fosse frutto della giusta attenzione riservata al “caso Italia”: la distanza tra il nostro paese e l’Europa sul terreno del riconoscimento dell’uguaglianza reale – e non solo formale -  tra persone eterosessuali, omosessuali e transessuali è considerevole, ed obiettivi che in Europa sono acquisiti e non più in discussione, da noi sembrano irraggiungibili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa visione della nostra realtà è ovviamente fondata, così come la diagnosi che certifica nell’influenza vaticana sulla politica, e nella politica così facilmente influenzabile dal vaticano, il principale ostacolo a che diventi legale quanto è ormai legittimo per la maggioranza dei cittadini e delle cittadine. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma non si può tacere su un paio di aspetti che questa visione mette in ombra e che, a mio avviso, il nostro lavoro comunicativo deve valorizzare il più possibile durante quest’anno di visibilità europea.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Innanzitutto ridurre “il caso Italia” all’egemonia vaticana ed al palese gap normativo in cui viviamo non rappresenta appieno la realtà del nostro paese, che non è quel vuoto di libertà e democrazia che qualcuno disegna. Anzi ha prodotto iniziative al pari delle migliori esperienze europee e credo che i documenti finali del Progetto Ahead che verranno presentati a Torino il prossimo 29 aprile ci diranno qualcosa di più su questa realtà nascosta. Piccola, certo, ma ugualmente significativa. Quello che intendo dire è che faremmo un cattivo servizio all’Europa e a noi stessi se ci descrivessimo unicamente come il frutto dell’epoca di Berlusconi o del papa tedesco, perché entrambi sono epigoni di un sistema che risale almeno ai tempi in cui i due soggetti erano bimbi. Un sistema in cui rifiuto della modernità e della scienza, familismo e illegalità diffusa sono stati una regola per generazioni, e ne abbiamo prove tutti i giorni, ad ogni passaggio elettorale, ad ogni referendum tradito, ad ogni nuovo condono. No, non sto parlando d’altro:vorrei invece che fossimo consapevoli che se non avessimo coltivato il disprezzo delle regole di cui siamo ormai campioni indiscussi, sarebbe bastato l’articolo 3 della nostra costituzione per garantire l’uguaglianza che oggi non abbiamo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma la questione principale è un’altra: combattere in Italia il rinascente, e per il momento trionfante, oscurantismo vaticano è un nostro obiettivo di italiani, ma è anche un obiettivo concreto, attuale, di tutti gli europei. Quello che ormai in sede ONU è un dato di fatto, ovvero il blocco costruito dall’alleanza tra i fondamentalismi cattolico-cristiano e mussulmano, si sta realizzando in Europa, dove all’influenza del fondamentalismo mussulmano (ininfluente sulle politiche dei governi, anche se sempre più presente nelle società) si sta sostituendo l’influenza del fondamentalismo ortodosso. &lt;br /&gt;L’imbarazzante blocco nel quale si trovano le organizzazioni ONU attive sul terreno dei diritti così come le prime avvisaglie in sede europea (il blocco della nuova direttiva contro le discriminazioni, la continua limitazione della normativa europea a danno della cosiddetta sovranità nazionale sui temi “moralmente sensibili”, ecc) son lì a mostrarci una realtà che  ancora non abbiamo focalizzato appieno nelle sue possibili conseguenze negative.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Chiesa cattolica ha perfino teorizzato questo nuovo corso in molte prese di posizioni pubbliche che parlano dell’Italia come argine contro il cosiddetto laicismo, e non passa giorno che il papa in persona non indichi i singoli obiettivi da abbattere.&lt;br /&gt;Fino ad oggi l’influenza nei singoli paesi del vaticano è stata visibile ma poco incisiva. Lo può diventare invece, con un potenziale di incisività che nemmeno ci immaginiamo, nelle istituzioni comunitarie, che sempre di più sono camera di compensazione tra poteri e non governo espressione dei popoli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dobbiamo quindi essere capaci di spiegare ai movimenti europei che il “caso Italia” è la nuova frontiera di tutta l’Europa: fermare in Italia l’oscurantismo vaticano significa depotenziarlo nelle sedi istituzionali internazionali e comunitarie. Questa è la principale sfida che la Conferenza ILGA Europe Torino 2011 e l’Europride Roma 2011 ci pongono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Enzo Cucco&lt;br /&gt;http://gayindependent.blogspot.com/&lt;br /&gt;12/1/2011&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3504738857376052750-2693620416919202947?l=gayindependent.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gayindependent.blogspot.com/feeds/2693620416919202947/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3504738857376052750&amp;postID=2693620416919202947' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3504738857376052750/posts/default/2693620416919202947'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3504738857376052750/posts/default/2693620416919202947'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gayindependent.blogspot.com/2011/01/2011-ilga-ed-europride-di-fronte-al.html' title='2011: ILGA ED EUROPRIDE DI FRONTE AL CASO ITALIA'/><author><name>Enzo Cucco</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_xHu-Bc0aqBg/TArbeMhhDFI/AAAAAAAAAEo/vD4QA0HRap0/S220/54.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3504738857376052750.post-2874415065586968461</id><published>2010-11-02T16:09:00.001+01:00</published><updated>2010-11-02T16:21:44.758+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='certi diritti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='berlusconi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='gay'/><title type='text'>ULTIME NOVITA': BERLUSCONI E' ETERO!</title><content type='html'>La novità di oggi è che Berlusconi preferisce le donne. E ci tiene a farlo sapere soprattutto ai probi cittadini che da lunedì prossimo parteciperanno alla Conferenza nazionale vaticana sulla famiglia, organizzata dal soldatino di Cristo Giovanardi ed appaltata alle varie correnti del cattolicesimo italiano, compreso quello di sinistra. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Certo qualcosa doveva inventarsi per recuperare credibilità agli occhi di coloro che fino ad oggi è riuscito a tenere sotto la sua influenza con l’aiuto del bastone (la campagna contro Boffo, di nuovo con l’omosessualità di mezzo … ) e la carota (i soldi alle scuole cattoliche, alle parrocchie, ecc.).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Presidente del Consiglio continua la sua strategia: lo ha fatto sul caso Englaro, usato per manganellare il Presidente della Repubblica e compiacere l’elettorato cattolico. Continua con la battuta di oggi sulla preferenza per le donne. E le mille altre cosiddette gaffes che invece non sono altro che talloncini di un puzzle costruito a tavolino sulla base di indagini di mercato e consigli di esperti di marketing politico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;No, non c’entra più (e forse non c’è mai c’entrato…) il Berlusconi diretto, non-politico, “popolare” che parla alla pancia della gente, come la vulgata dei suoi interpreti, di parte e non, ha costruito in questi anni. Questa è grezza strategia comunicativa ferma agli anni in cui bastava mostrare le cosce di una bella ragazza per vendere le sigarette.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se devo dire la verità la battuta di Berlusconi di oggi non mi stupisce ne mi scandalizza più di tanto: lui è libero di vivere la sua vita sessuale come meglio crede, la smetta solo di impartire lezioni morali agli altri e lasci, da liberale quale lui non è, che ciascuno possa aspirare a costruire quello scampolo di felicità che gli è consentito dai mezzi e dalla fortuna che la vita gli ha concesso.&lt;br /&gt;Mi preoccupa molto di più la reazione dei media e di molti milioni di italiani, che invece di vedere la pericolosità di questa strategia comunicativo-politica, gongolano sulla nuova gazzarra, moraleggiano sui comportamenti personali, e magari rimpiangono (come D’Alema ha recentemente esternato) una chiesa cattolica più interventista sulla scena politica italiana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono anche molto più interessato alle reazioni che ci saranno: se a reagire alla volgarità calcolata della battuta di oggi saranno solo i gruppi gay ed “affini”, se nessuna voce cattolica o cristiana si ribellerà al destino di essere carne da macello elettorale, se nessuno dei gay e le lesbiche i centro destra, magari con una battuta (che spesso è molto più efficace dell’indignazione) non segnalerà la volgarità e la strumentalità di quanto Berlusconi oggi ha affermato&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E guarderò con noia, e un po’ di rabbia, i Dolci e i Gabbani da domani diffonderanno le loro lodi su un Berlusconi laico, spiritoso, naturale, antipolitico, grande amico dei gay. Ed i Ferrara che gigioneranno sulla sinistra e sui gay privi di senso dell’umorismo. &lt;br /&gt;Che bello sarebbe se, semplicemente, gli si dicesse “stai zitto e vergognati” proprio dai suoi sostenitori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel frattempo scarico la frustrazione oggi (2 novembre) alle 18 davanti alla Prefettura di Torino e lunedì 8 novembre prossimo con l’Associazione Radicale Certi Diritti a manifestare davanti alla penosa Conferenza nazionale sulla famiglia e partecipare al seminario organizzato sulle famiglie presso la Statale di Milano ( per altre informazioni segui gli eventi sul sito: www.certidiritti.it).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Enzo Cucco&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3504738857376052750-2874415065586968461?l=gayindependent.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gayindependent.blogspot.com/feeds/2874415065586968461/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3504738857376052750&amp;postID=2874415065586968461' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3504738857376052750/posts/default/2874415065586968461'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3504738857376052750/posts/default/2874415065586968461'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gayindependent.blogspot.com/2010/11/ultime-novita-berlusconi-e-etero.html' title='ULTIME NOVITA&apos;: BERLUSCONI E&apos; ETERO!'/><author><name>Enzo Cucco</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_xHu-Bc0aqBg/TArbeMhhDFI/AAAAAAAAAEo/vD4QA0HRap0/S220/54.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3504738857376052750.post-8261867612581172927</id><published>2010-07-15T10:52:00.000+01:00</published><updated>2010-07-15T10:53:37.014+01:00</updated><title type='text'>STEFANO RODOTA SU MATRIMONI GAY</title><content type='html'>Matrimoni gay e doveri del Parlamento&lt;br /&gt;Stefano Rodotà&lt;br /&gt;la Repubblica, 15 luglio 2010&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In tutto il mondo l’ agenda dei diritti si compone e si scompone. Si discute della libertà di espressione su Internet. I diritti dei migranti sono al centro di un importante intervento di Obama, mentre in Europa producono manifestazioni di xenofobia e razzismo che influenzano le elezioni nazionali. La crisi economica incide sui diritti dei lavoratori, impone condizioni che violano il principio del “decent work”, della dignità del lavoro. Le ultime notizie dall’ Islanda aggiungono un altro paese a quelli che già hanno riconosciuto il matrimonio omosessuale, mentre in Italia la comunità gay sta conoscendo inedite polemiche. A queste reagisce un esponente autorevole di questo mondo, Aurelio Mancuso, affermando che «di queste beghe la comunità non vuol sentire parlare, la comunità vuole diritti», aggiungendo che si tratta di una richiesta rivolta a tutte le forze politiche, senza distinzioni. Una mossa “politicista” o una giusta sollecitazione istituzionale? Il Parlamento italiano è inadempiente, ed è bene che sia richiamato ai suoi doveri. Con una recentissima sentenza, infatti, la Corte costituzionale ha ribadito la rilevanza costituzionale delle unioni omosessuali, poiché siamo di fonte ad una delle “formazioni sociali” di cui parla l’ articolo 2 della Costituzione. Da questa constatazione la Corte trae una conclusione importante: alle persone dello stesso sesso unite da una convivenza stabile «spetta il diritto fondamentale di vivere liberamente una condizione di coppia, ottenendone – nei tempi, nei modi e nei limiti stabiliti dalla legge – il riconoscimento giuridico con i connessi diritti e doveri». Sono parole impegnative: un “diritto fondamentale” attende il suo pieno riconoscimento.&lt;br /&gt;&lt;p&gt;Non è ammissibile, dunque, la disattenzione del Parlamento, perché in questo modo si privano le persone di diritti costituzionalmente garantiti. Qualcuno, al Senato e alla Camera, porrà con la dovuta durezza questa domandae chiederà che si riapra almeno la discussione sulle unioni di fatto? Ma la Corte va oltre. Pur ribadendo che l’ attuale disciplina costituzionale del matrimonio non permette di ricomprendere al suo interno la disciplina delle unioni omosessuali, fa due affermazioni rilevanti. La prima è di carattere generale. Si sottolinea che le norme attuali, che vincolano il matrimonio alla differenza di sesso, non possono essere superate attraverso una interpretazione dei giudici costituzionali. Questo vuol dire che, preclusa al giudice, la via del mutamento dell’ articolo della Costituzione sul matrimonio, per renderlo compatibile con le unioni omosessuali, potrebbe essere percorsa dal legislatore. Si può obiettare che una revisione costituzionale in una materia così scottante appare improbabile. E qui interviene la seconda affermazione, che mostra come non sia corretto prospettare una incompatibilità assoluta tra il modello del matrimonio tradizionale e quello dell’ unione omosessuale. È sempre la Corte che parla: «Può accadere che, in relazioni a ipotesi particolari, sia riscontrabile la necessità di un trattamento omogeneo tra la condizione della coppia coniugata e quella della coppia omosessuale». Una barriera è caduta. Il Parlamento non potrà usare l’ argomento, utilizzato in passato, di un presunto obbligo di non creare “contiguità” tra disciplina del matrimonio e disciplina delle unioni di fatto. Proprio perché i giudici costituzionali sono stati guidati da tanta consapevolezza, ci si poteva aspettare una attenzione maggiore per il modo in cui il tema è affrontato dalla Carta dei diritti fondamentali dell’ Unione europea. Qui si coglie una netta discontinuità.&lt;br /&gt;&lt;p&gt;Nell’ articolo 21 si vieta ogni discriminazione basata sulle tendenze sessuali. E, soprattutto, nell’ articolo 9 si stabilisce che «il diritto di sposarsi e di costituire una famiglia sono garantiti secondo le leggi nazionali che ne disciplinano l’ esercizio». La distinzione tra “il diritto di sposarsi” e quello “di costituire una famiglia” è stata introdotta proprio per consentire la costituzione legale di unioni distinte da quelle tra persone di sesso diverso, dunque anche quelle tra omosessuali. E il passo avanti rappresentato dalla Carta diventa ancor più evidente proprio se si fa un confronto con quel che dispone l’ articolo 12 della Convenzione europea dei diritti dell’ uomo del 1950, dov’ è scritto che «uomini e donne hanno diritto di sposarsi e di costituire una famiglia secondo le leggi nazionali che disciplinano l’ esercizio di tale diritto». Confrontando questo articolo con quello della Carta, si colgono differenze sostanziali. Nella Carta scompare il riferimento ad “uomini e donne”. Non si parla di un unico “diritto di sposarsi e di costituire una famiglia”, ma si riconoscono due diritti distinti, quello di sposarsi e quello di costituire una famiglia. La conclusione è evidente. Nel quadro costituzionale europeo, al quale l’ Italia deve riferirsi, esistono ormai due categorie di unioni destinate a regolare i rapporti di vita tra le persone. Due categorie che hanno analoga rilevanza giuridica, e dunque medesima dignità: non è più possibile sostenere che esiste un principio riconosciuto – quello del tradizionale matrimonio tra eterosessuali – ed una eccezione (eventualmente) tollerata – quella delle unioni omosessuali. In un paese che onora la civiltà della discussione e rispetta i diritti delle persone, queste dovrebbero essere le linee guida per il legislatore. Poiché, invece, questi temi sono ormai oggetto della prepotenza ideologica di chi vuole imporrei propri valori, definendoli non negoziabili, può essere utile ricordare che il mondo cattolico non è riducibile alle gerarchie vaticane e a chi se ne fa portavoce. Nel 2008 la rivista dei gesuiti, Aggiornamenti sociali, ha pubblicato una serie di scritti sulle unioni omosessuali, con i quali si può dissentire su alcuni punti, ma che prospettano una conclusione assai impegnativa.&lt;br /&gt;&lt;p&gt;Al politico cattolico si dice che «non spetta al legislatore indagare in che modo la relazione viene vissuta sotto altro profilo che non sia quello impegnativo dell’ assunzione pubblica della cura e della promozione dell’ altro». E si sottolinea che, una volta riconosciuto il valore sociale della convivenza, «risulterebbe contrario al principio di eguaglianza escludere dalle garanzie certi tipi di convivenze, segnatamente quelle tra persone dello stesso sesso». Poiché si tratta di diritti fondamentali della persona, il riconoscimento «è istanza morale prima che garanzia costituzionale». Non si potrebbe dire meglio. Ma si deve aggiungere che nessuno può disinteressarsi di questo tema considerandolo affare di altri. Intervistata dal New York Times, Martha Nussbaum ha detto: «Se mi risposerò, sarò preoccupata del fatto che sto godendo di un privilegio negato alle coppie dello stesso sesso». Anche la più intima tra le decisioni non può farci distogliere lo sguardo dal vivere in società, dalla condizione e dai diritti di ogni altra persona, lontana o vicina che sia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3504738857376052750-8261867612581172927?l=gayindependent.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gayindependent.blogspot.com/feeds/8261867612581172927/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3504738857376052750&amp;postID=8261867612581172927' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3504738857376052750/posts/default/8261867612581172927'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3504738857376052750/posts/default/8261867612581172927'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gayindependent.blogspot.com/2010/07/stefano-rodota-su-matrimoni-gay.html' title='STEFANO RODOTA SU MATRIMONI GAY'/><author><name>Enzo Cucco</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_xHu-Bc0aqBg/TArbeMhhDFI/AAAAAAAAAEo/vD4QA0HRap0/S220/54.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3504738857376052750.post-3214441004299949447</id><published>2010-07-13T18:39:00.001+01:00</published><updated>2010-07-13T18:40:51.102+01:00</updated><title type='text'>RENATO ZERO NON E' GAY !</title><content type='html'>Solo Totò è in grado di riassumere il mio pensiero:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=5WO-f9_CoeI"&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3504738857376052750-3214441004299949447?l=gayindependent.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.lunico.eu/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=25048:renato-zero-qnon-sono-gayq&amp;catid=122:gossip-a-tv&amp;Itemid=598' title='RENATO ZERO NON E&apos; GAY !'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gayindependent.blogspot.com/feeds/3214441004299949447/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3504738857376052750&amp;postID=3214441004299949447' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3504738857376052750/posts/default/3214441004299949447'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3504738857376052750/posts/default/3214441004299949447'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gayindependent.blogspot.com/2010/07/renato-zero-non-e-gay.html' title='RENATO ZERO NON E&apos; GAY !'/><author><name>Enzo Cucco</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_xHu-Bc0aqBg/TArbeMhhDFI/AAAAAAAAAEo/vD4QA0HRap0/S220/54.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3504738857376052750.post-4971140054178565289</id><published>2010-06-19T00:43:00.001+01:00</published><updated>2010-06-19T00:45:29.375+01:00</updated><title type='text'>Sfide</title><content type='html'>Distratti come siamo dal chiacchiericcio malevolo che affligge il movimento come le zecche i cani, forse non stiamo dedicando sufficiente attenzione a due sfide, due piccole prove di come si tenti di trovare “strade nuove” nel blocco immobile della politica sul tema dell’uguaglianza tra persone eterosessuali, omosessuali e transgenere. E nel rapporto tra le organizzazioni lgbt italiane, che al tema precedente è strettamente legato. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Parlo del Pride romano e del Pride torinese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sulla sfida romana, legata al Pride che in quella città si svolgerà tra qualche settimana, ci sarebbero molte cose da dire, perché molte cose sono capitate nel movimento della capitale dal 2000 ad oggi. Di certo, visto da lontano, mi sembra un caso di studio interessante quello di una realtà locale che a maggioranza decide di rivoluzionare il processo di costruzione del proprio Pride che a sua volta genera una reazione firmata da un cartello di organizzazioni, molte delle quali non romane, che si esprimono contro il metodo scelto. La sensazione che ho avuto leggendo il documento “NO al Roma Pride 2010”  è che si dimentichi una cosa semplice semplice: il Pride non è appannaggio di alcuna organizzazione singola, ma un evento che innanzitutto si rivolge alla comunità delle persone gay, lesbiche e, in quasi tutto il mondo, delle persone transessuali, per rinnovare, ogni anno, il valore della visibilità e la richiesta di pari diritti ed opportunità. Ed è evidente che l’organizzazione di questo evento (che nella maggior parte dei paesi di cultura occidentale è ormai appannaggio esclusivo delle organizzazioni commerciali della comunità lgbt, non dimentichiamolo, che svolgono una funzione di “servizio” per la comunità, lasciando alle organizzazioni la gestione politica degli eventi) deve poter contare su una larghissima base di consenso tra le organizzazioni attive sul territorio. &lt;br /&gt;E’ pleonastico ricordare che il Pride non è un marchio registrato di proprietà esclusiva, e che chi lo organizza lo deve fare operando nell’interesse della comunità intera? Senza interpretare ideologicamente senso ed obiettivi del Pride ma facendo in modo che lo stesso sia il più inclusivo e plurale possibile? Vanno in questa direzione le dichiarazioni di chi ha firmato il NO Roma Pride o forse dietro quegli argomenti c’è solo il rispetto (di per se rispettabile) per la storia del Circolo Mario Mieli e la sua egemonia (democratica, ovviamente) sulla realtà romana fino ad oggi? &lt;br /&gt;Quale altro metodo si può usare in situazioni simili a quella romana se non quello del voto e del confronto tra maggioranza e opposizione (si parva licet) dentro il movimento?&lt;br /&gt;C’è una regola, però, che non deve essere dimenticata quando si creano maggioranze e opposizioni (su una proposta, su un obiettivo, ecc. ecc.): entrambe le parti in gioco hanno gli stessi obblighi (morali) di responsabilità. Per la maggioranza di essere più inclusiva possibile, per la minoranza di guardare all’interesse collettivo e non al proprio interesse di organizzazione. La sfida del Pride romano sta tutta qui, ed è una grande sfida: evitare che la differenza che si palesa non sia una ferita che necessità di vendetta, ma solo il frutto di una dialettica naturale che può e deve essere governata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La seconda sfida, anche se non appare, ha molto a che fare con quanto accade a Roma, anche se il contesto appare del tutto differente. Come è noto sull’onda di alcune prime dis-graziate (nel senso di prive di grazia) dichiarazioni del Presidente Cota contro la RU486 e, guarda caso, contro il Pride, le organizzazioni che aderiscono al Coordinamento Torino Pride lgbt, insieme ad alcune organizzazioni di donne molto presenti in Città, la CGIL e, quasi contemporaneamente, alcune organizzazioni di immigrati e migranti, hanno deciso di convocare una manifestazione unitaria su un documento molto sintetico ma molto “forte” su argomenti identitari. Non a caso le quattro parole d’ordine sono: autodeterminazione, laicità, antirazzismo e antifascismo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In sé questa scelta è storica, perché è la prima volta (a mia memoria) che in Italia tre movimenti diversi come quello lgbt, delle donne e antirazzista trovano una occasione comune per manifestare.  Ed è necessario ricordare che il Coordinamento ha fatto questa scelta discutendone, dividendosi e poi votando, a maggioranza, sulla proposta. Nessuno di coloro che ha votato contro o ha espresso dubbi sulla scelta ha lavorato contro e spero che, nella malaugurata ipotesi di un risultato non all’altezza delle aspettative, nessuno tiri fuori il famoso “io l’avevo detto…”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma anche a Torino non mancano le difficoltà: innanzitutto la malcelata insofferenza nei confronti di Paola Concia e Aurelio Mancuso, rei di aver lanciato per primi la proposta senza aver prima coinvolto le organizzazioni locali. Il mio stupore è stato grande nel constatare che l’insofferenza era registrabile anche nelle organizzazioni che non fanno parte del movimento lgbt, segno che purtroppo tutti ormai abbiamo sviluppato anticorpi molto vigili sul tema della competizione in materia di visibilità. Personalmente non avrei mai fatto una proposta simile pubblicamente senza sentire prima le organizzazioni del territorio, ma questa è un’altra storia, e siccome non credo che l’abito faccia il monaco tendo a dare maggiore importanza alla sostanza delle cose dette piuttosto che all’etichetta usata per dirle.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inoltre la scelta di organizzare un Pride così diverso ha prodotto molti distinguo e mal di pancia anche nel movimento delle donne e nei gruppi di immigrati e migranti, segno che la diffidenza manifestata da alcuni esponenti del movimento lgbt (io per primo) è condivisa almeno quanto la voglia di fare la manifestazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Col passare delle settimane credo che nel comitato organizzatore si sia creata una prima visione strategica comune sul fatto che tutti coloro che subiscono la negazione dei propri diritti (formale o informale che sia) hanno tutto l’interesse a lavorare insieme. Non è possibile che una società sia inclusiva nei confronti di una sua parte e non lo sia nei confronti di un’altra. O per meglio dire, gli evidenti squilibri che viviamo nel conteggio dei doveri e dei diritti assegnati a ciascun di noi (come singoli e come comunità) sono la naturale motivazione al lavoro comune che ci deve spingere verso forme di cooperazione e unità di iniziative sempre più cogenti. Ed è su questo, ovvero sull’interesse comune, che si costruisce unità di intenti, non sulla valorizzazione delle differenti identità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La sfida torinese sta tutta qui: saremo in grado di trasformare questo primo momento del 19 come l’inizio di un percorso di maturazione verso obiettivi che accomunino tutte le componenti e non, al contrario, tentare un impossibile unità di identità differenti? &lt;br /&gt;Saremo in grado di evitare la facile scorciatoia di organizzare una generica manifestazione CONTRO COTA, ed imboccare la strada più difficile di una manifestazione assertiva a FAVORE DEI DIRITTI DI TUTTI E DI TUTTE e PER LA DIFESA DI OBIETTIVI CONCRETI E PRECISI?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’inganno di pensare che si possa stare insieme solo contando sulle nostre identità differenti è molto pericoloso. La scelta di condividere un pezzo di strada perché “ci conviene” è più sano e forse anche più produttivo. Nella tradizione radicale questo concetto viene tradotto in una sorta di piccolo mantra che ci ripetiamo ogni qual volta si affacciano opportunità di alleanze: è necessario creare “l’unità laica delle forze” e non “l’unità delle forze laiche”. La posizione dell’aggettivo, ed il suo stesso significato, possono offrire le necessarie garanzie perché l’impresa avviata sia trasparente, veramente inclusiva e forte. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Enzo Cucco&lt;br /&gt;www.gayindependent.blogspot.com&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3504738857376052750-4971140054178565289?l=gayindependent.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gayindependent.blogspot.com/feeds/4971140054178565289/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3504738857376052750&amp;postID=4971140054178565289' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3504738857376052750/posts/default/4971140054178565289'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3504738857376052750/posts/default/4971140054178565289'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gayindependent.blogspot.com/2010/06/sfide.html' title='Sfide'/><author><name>Enzo Cucco</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_xHu-Bc0aqBg/TArbeMhhDFI/AAAAAAAAAEo/vD4QA0HRap0/S220/54.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3504738857376052750.post-3526548918087570243</id><published>2010-06-06T00:25:00.003+01:00</published><updated>2010-06-06T00:27:27.099+01:00</updated><title type='text'>SEX AND THE CITY FOREVER!</title><content type='html'>Ci sono molti motivi per vedere, o per non vedere, Sex and the City due. Se fossi in voi non me lo perderei: è il più efficace e veritiero manifesto a favore della cultura occidentale (la nostra) che io abbia mai visto.&lt;br /&gt;Un capolavoro di anti-fondamentalismo.&lt;br /&gt;Molto, molto interessante.&lt;br /&gt;Enzo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3504738857376052750-3526548918087570243?l=gayindependent.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gayindependent.blogspot.com/feeds/3526548918087570243/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3504738857376052750&amp;postID=3526548918087570243' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3504738857376052750/posts/default/3526548918087570243'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3504738857376052750/posts/default/3526548918087570243'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gayindependent.blogspot.com/2010/06/sex-and-city-forever.html' title='SEX AND THE CITY FOREVER!'/><author><name>Enzo Cucco</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_xHu-Bc0aqBg/TArbeMhhDFI/AAAAAAAAAEo/vD4QA0HRap0/S220/54.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3504738857376052750.post-6522851625396324559</id><published>2010-03-26T12:11:00.001+01:00</published><updated>2010-03-26T12:12:56.352+01:00</updated><title type='text'>BUSI VS RATZINGER ?</title><content type='html'>Aldo Busi è stato cacciato dalla RAI per aver offeso il Papa. Ma l'offesa è stata consumata definendolo omosessuale, represso od omofobo?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3504738857376052750-6522851625396324559?l=gayindependent.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gayindependent.blogspot.com/feeds/6522851625396324559/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3504738857376052750&amp;postID=6522851625396324559' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3504738857376052750/posts/default/6522851625396324559'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3504738857376052750/posts/default/6522851625396324559'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gayindependent.blogspot.com/2010/03/busi-vs-ratzinger.html' title='BUSI VS RATZINGER ?'/><author><name>Enzo Cucco</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_xHu-Bc0aqBg/TArbeMhhDFI/AAAAAAAAAEo/vD4QA0HRap0/S220/54.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3504738857376052750.post-4731092777974505670</id><published>2009-09-06T23:20:00.001+01:00</published><updated>2009-09-06T23:34:52.687+01:00</updated><title type='text'>Il grande terremoto e il fascino delle carogne</title><content type='html'>Quale riflessione aggiuntiva sul caso Boffo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il caso Boffo può essere visto come un gioco di ipocrisie parallele: da una parte Feltri che giura e spergiura di non essere antiomosessuale, ma intanto sa benissimo che l’arma che ha usato per delegittimare agli occhi dell’editore cattolico il direttore del quotidiano della CEI non sono le molestie e il processo derivatone, bensì la presunta omosessualità del direttore stesso. Per quanto ne sappiamo, infatti, Boffo ha dato le dimissioni proprio per non imbarazzare la CEI, e su cosa se non sulla sua presunta omosessualità, visto che del processo era perfettamente informata?&lt;br /&gt;In parallelo Boffo si cimenta con un'altra ipocrisia, uguale e inversa alla precedente: nelle sue numerose difese pubbliche si guarda bene dal chiarire il punto, non rivendicando né la sua omosessualità né, badate bene, la sua eterosessualità. Tutto questo appellandosi a un diritto alla privacy ormai buono per ogni situazione ma utile per nessuna.&lt;br /&gt;Dal gioco di queste due ipocrisie ne deriva un bell’effetto di straniamento per chi guarda alla realtà dei fatti senza farsi ammaliare dalle dietrologie, per cui su questa vicenda scorrono fiumi di analisi con ipotesi poderose e strampalate insieme, ma nemmeno una riga sulla cosa, semplice ed evidente, che rimarrà negli annali: nel XXI secolo in Italia è possibile perdere il posto da direttore di un quotidiano perché qualcuno svela pubblicamente la tua omosessualità. Punto. E il fatto che l’editore in questione sia una società editoriale controllata dalla CEI (si badi bene la CEI, non lo Stato Vaticano, quindi un soggetto giuridico che applica le leggi dello stato italiano) è un aggravante, non una attenuante come pensano in molti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci sono, però, altri due elementi meritevoli di attenzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il primo è il fascino evidente che le “carogne” alla Feltri esercitano su molti, anche tra i cosiddetti leader del movimento omosessuale italiano. Diciamoci la verità: in effetti un fremito di piacere lo sentiamo tutti quando una persona, considerata nostro nemico, viene sputtanata così platealmente. Ed in questo innegabile piacere momentaneo anneghiamo tutto il nostro garantismo e la difesa, squisitamente liberale, dei diritti degli individui, dimenticandoci che Feltri, applicando la legge del taglione, ha usato gli stessi mezzi diffamatori contro i quali lui stesso e il suo editore hanno scritto migliaia di righe in questi anni. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Parte del fascino che la vicenda Boffo ha esercitato sta in quell’annuncio di futuri sfraceli che Feltri paventava nei suoi primi articoli. Certe cose, ovviamente, si possono anche non dire esplicitamente, ma in un paio di passi e soprattutto nella quella massa di non detto che corre sulle onde dei cellulari dei giornalisti d’Italia la questione centrale era: ma quanti dossier avrà a sua disposizione il direttore de Il Giornale? Quanti saranno quelli che riuscirà a sputtanare ancora, o a tenere sotto ricatto? E quanti sono gli altri prelati in “odore” di omosessualità che, Boffo docet, sono ricattabili?&lt;br /&gt;Tutto questo, ovviamente, ha molto a che fare con la voglia di guardare dal buco della serratura di molti di noi, e dalle storie, spesso vere favole, che si raccontano, su archivi segreti e potenti che li usano per i loro affari. E così anche stavolta abbiamo tenuto tutti il fiato un po’ in sospeso in attesa del “grande terremoto”, la maxi velina con nome e cognome di cardinali e loro amanti che secondo qualche grande stratega del movimento omosessuale darebbe la botta definitiva all’arroganza vaticana per finalmente avviare l’Italia verso il sol dell’avvenire della liberazione omosessuale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La questione omosessuale &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;dentro &lt;/span&gt;alla chiesa cattolica, e la sua co-influenza (insieme agli argomenti teologici e pastorali o presunti tali) sulla costruzione della morale cattolica in senso così restrittivo nei confronti del comportamento omosessuale in generale, è molto più seria di una storiella di pettegolezzo. E la si dovrebbe trattare con argomenti e mezzi che non hanno nulla a che vedere con quanto abbiamo visto in azione nel caso Boffo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Enzo Cucco&lt;br /&gt;http://gayindependent.blogspot.com/&lt;br /&gt;6 sett 09&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3504738857376052750-4731092777974505670?l=gayindependent.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gayindependent.blogspot.com/feeds/4731092777974505670/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3504738857376052750&amp;postID=4731092777974505670' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3504738857376052750/posts/default/4731092777974505670'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3504738857376052750/posts/default/4731092777974505670'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gayindependent.blogspot.com/2009/09/il-grande-terremoto-e-il-fascino-delle.html' title='Il grande terremoto e il fascino delle carogne'/><author><name>Enzo Cucco</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_xHu-Bc0aqBg/TArbeMhhDFI/AAAAAAAAAEo/vD4QA0HRap0/S220/54.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3504738857376052750.post-4913236203224353291</id><published>2009-08-30T10:38:00.001+01:00</published><updated>2009-08-30T10:38:57.618+01:00</updated><title type='text'>Idee radicali su Boffo e la Privacy</title><content type='html'>Il riformista, 30 agosto 2009&lt;br /&gt;Rubrica delle lettere&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con una ipocrisia degna di peggior causa Vittorio Feltri sostiene che il fatto per cui il Direttore di Avvenire, Dino Boffo, sia da giudicarsi immorale è la condanna per molestie e non per le sue relazioni omosessuali, come se lo svelamento dell’omosessualità del Direttore dell’organo di stampa di proprietà della Conferenza Episcopale Italiana non fosse molto di più che sapido pettegolezzo, e non si inserisca nella feroce lotta per l’ egemonia sul capo del Governo tra la Lega e il Vaticano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quello che invece è molto chiaro è che il Direttore de Il Giornale, applicando la ben nota legge del taglione, dà maggior vigore proprio a quel metodo che con il suo giornalismo al vetriolo intende censurare, ovvero delegittimare il proprio avversario usando l’arma del giudizio morale, in particolare del giudizio sulla sua moralità sessuale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’insopportabile ambiguità dell’iniziativa di Vittorio Feltri, che per difendere il diritto alla privacy del Presidente del Consiglio sputtana quella del Direttore de L’Avvenire, è il motivo per cui ci sembra che si debba, con forza, difendere la libertà di Boffo, e chiunque altro, ad avere relazioni sessuali con adulti consenzienti senza che questo diventi oggetto di valutazione morale da parte di chicchessia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E quando parliamo di difendere la libertà alla privacy di Dino Boffo ci riferiamo anche all’ipotesi che egli possa essere, a un tempo, omosessuale e contrario ai diritti delle coppie tra persone dello stesso sesso. Non v’è nessuna logica accettabile dietro l’argomento per cui un omosessuale “velato” non possa attaccare pubblicamente iniziative politiche sull’omosessualità. La nostra personale incomprensione della distonia tra comportamenti privati e posizioni pubbliche non può arrivare a salutare come benvenuti outing ‘forzati’ e violenti come quello fatto da Feltri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eppure se si rimane dentro la logica che il doppio caso Berlusconi Boffo rappresenta, tutto è legittimo, comprese le prossime neanche tanto velate minacce di Feltri in merito ad altri “svelamenti” di doppie moralità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In verità tutti gli attori di questa vicenda sanno benissimo che l’unico modo per uscire da questo circolo vizioso di ricatti incrociati è semplice, e passa attraverso la serena rivendicazione di Boffo, Berlusconi e compagnia, non solo del diritto alla privacy, ma del diritto ad avere relazioni sessuali e sentimentali senza che questo diventi oggetto di valutazione morale. Non sappiamo se questo accadrà mai, per il momento registriamo solo la negazione di qualsiasi cosa da parte di Berlusconi e il rumoroso imbarazzo di Boffo, che si trincera dietro la solita teoria del complotto e della aggressione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Noi, pazienti, continueremo a difendere il diritto alla privacy delle loro Signorie. Ci facessero, però, la cortesia di guardare con meno sprezzante superficialità alle richieste di eguaglianza che arrivano da buona parte di quella minoranza di qualche milione di italiani che si preoccupa più dei propri diritti che della moralità altrui. Alla fine sarebbe un bene per tutti, anche per loro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Enzo Cucco, direttore della Fondazione Sandro Penna&lt;br /&gt;Sergio Rovasio, segretario Associazione Radicale Certi Diritti&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3504738857376052750-4913236203224353291?l=gayindependent.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gayindependent.blogspot.com/feeds/4913236203224353291/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3504738857376052750&amp;postID=4913236203224353291' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3504738857376052750/posts/default/4913236203224353291'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3504738857376052750/posts/default/4913236203224353291'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gayindependent.blogspot.com/2009/08/idee-radicali-su-boffo-e-la-privacy.html' title='Idee radicali su Boffo e la Privacy'/><author><name>Enzo Cucco</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_xHu-Bc0aqBg/TArbeMhhDFI/AAAAAAAAAEo/vD4QA0HRap0/S220/54.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3504738857376052750.post-8887537771531464136</id><published>2009-05-23T12:09:00.001+01:00</published><updated>2009-05-23T12:11:13.579+01:00</updated><title type='text'>LAMBDA FACTOR!</title><content type='html'>Una delle cose che mi ha più colpito durante il Torino Pride 2009 è la partecipazione di volontari e volontarie all’organizzazione. Non so se qualcuno li ha contati ma sicuramente siamo a poco meno di 100 tra tutti e tutte coloro che hanno regalato almeno un paio d’ore di lavoro gratuito nelle tre settimane che hanno preceduto la manifestazione del 16 maggio. E se non sbaglio per la maggior parte di costoro il nostro è stato il primo Pride.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto questo è già successo con il Torino Pride 2006, in dimensione anche maggiore, ed alcuni di coloro che si avvicinarono a quel Pride hanno continuato a lavorare con le associazioni esistenti, o addirittura costituendo di nuove.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo vuol dire che i Pride torinesi hanno assolto ad una delle loro principali funzioni, assumendo sempre più significato per una fascia di popolazione omosessuale e transessuale ben più ampia di quella di per se sensibile ai temi politici e sociali.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il carattere di festa che questo evento ha sviluppato negli anni ha molto aiutato questa diffusione. Il fatto stesso che molti dei nuovi volontari/e siano arrivati dagli ambienti delle discoteche e da facebook, può voler dire che il muretto tra mondo del divertimento e mondo della politica, almeno per le persone lgbt, si stia un po’ sgretolando.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa novità è importante per molti motivi, non ultimo quello legato alla costruzione di un sentimento di appartenenza ad una comunità - che vada più in là dei propri partner sessuali – ch questo comporta.  Se tra i luoghi del divertimento ed i luoghi della politica, ma anche con quelli della cultura, c’è osmosi significa che aumenta il livello di consapevolezza e responsabilizzazione complessivo della popolazione omosessuale sui suoi diritti, individuali, di coppia e collettivi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Credo in particolare, che proprio una città come Torino, ove l’osmosi tra questi mondi si è sperimentata soprattutto negli anni tra il 1978 e il 1982 con l’esperienza della discoteca - poi bar - gestiti direttamente dal Fuori!, e con il Festival del cinema lgbt, abbia molto da dire su questo aspetto del rapporto tra movimento politico e mondo omosessuale. E forse non è un caso che proprio in quegli anni si celebrarono i primi Pride di piazza in Italia, a Torino…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La sensazione che ho avuto con il Pride 2009 è che il grado di consapevolezza sul valore sociale e politico del Pride, non solo quello festaiolo-liberatorio, sia stato più alto che nel passato. Se la mia sensazione è vera – ed è stata confermata da molti dei membri del Coordinamento con cui ho parlato in questi giorni – è compito dei gruppi comprendere questo fenomeno e valorizzarlo appieno. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Accettare che le persone partecipino ad attività sociali e politiche senza chieder loro adesione a modelli predefiniti, ed anzi valorizzarle per quello che possono esprimere, è un cambio di passo fondamentale che coloro che hanno a cuore la vita sociale, culturale e politica della comunità lgbt (in altre parole la stessa costruzione della comunità ) non possono non compiere: la comunità, infatti, vive quando è libera, e quando ciascuno di coloro che ne è chiamato a far parte riesce ad esprimere se stesso nei modi e nei tempi che ritiene più naturali. Il modello militante che noi incarniamo non è ne l’unico né il migliore, né tantomeno lo deve diventare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ così che si crea quell’humus entro il quale nasceranno (magari son già nati) i nuovi leader del movimento. Coloro che sono da più anni sulla cresta dell’onda devono sentire questa responsabilità: lasciar crescere e responsabilizzare forze nuove. Quello che noi possiamo fare (perché l’esperienza conta, eccome se conta…) è di cercare il Lambda Factor che è in loro, quell’elemento in più, difficile da definire, che trasforma una persona da sensibile politicamente e socialmente, a leader. Siamo capaci di vederlo in Lambda Factor in coloro che ci stanno a fianco?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Enzo Cucco&lt;br /&gt;http://gayindependent.blogspot.com/&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PS: Lambda è una lettera dell’alfabeto greco, iniziale di un verbo che significa liberare, liberarsi, sciogliere. Non a caso il movimento degli anni ‘70 ha scelto questa lettera come uno dei suoi simboli: liberarsi dalle catene che la società ci ha imposto, ma soprattutto liberarsi dalle nostre catene interiori, figlie dei sensi di colpa, dell’autocensura e del nascondimento a cui spesso ci autocondanniamo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3504738857376052750-8887537771531464136?l=gayindependent.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gayindependent.blogspot.com/feeds/8887537771531464136/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3504738857376052750&amp;postID=8887537771531464136' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3504738857376052750/posts/default/8887537771531464136'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3504738857376052750/posts/default/8887537771531464136'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gayindependent.blogspot.com/2009/05/lambda-factor.html' title='LAMBDA FACTOR!'/><author><name>Enzo Cucco</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_xHu-Bc0aqBg/TArbeMhhDFI/AAAAAAAAAEo/vD4QA0HRap0/S220/54.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3504738857376052750.post-269616051313470365</id><published>2009-05-19T18:17:00.001+01:00</published><updated>2009-05-19T18:20:15.003+01:00</updated><title type='text'>Perché il Torino Pride 2009 è stato un successo</title><content type='html'>Quando si vince non si va in vacanza. E’ una regola che ho imparato alla scuola radicale che, al di là dell’apparente contraddizione, descrive bene la responsabilità che sta in capo a chi ottiene un risultato importante. Ed io ritengo che il Torino Pride 2009 sia un successo molto importante. Ovviamente di natura diversa da quella del Pride nazionale 2006, ma altrettanto significativo per la realtà torinese e piemontese.&lt;br /&gt;Vi propongo quindi alcune riflessioni, e vi prego di leggerle anche alla luce della nostra situazione nazionale: magari possono essere utili anche per questa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un successo niente affatto स्कोंतातो&lt;br /&gt;Il successo del Torino Pride 2009 non era scontato: zero soldi; pochissime inziative precedenti la settimana clou (utilissime per l’effetto trascinamento); un coordinamento organizzativo semi nuovo nella sua composizione rispetto a quello del Torino Pride 2006, che ha avuto meno tempo per armonizzare i diversi stili (in alcuni casi anche le diverse visioni) che sono presenti al suo interno; praticamente zero la risonanza sui media, e non per colpa del coordinamento bensì per mancanza di risonanza polemica dell’evento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cosa ha funzionato quindi?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il coordinamento&lt;br /&gt;A un certo punto è scattato anche col nuovo coordinamento quel fattore indefinibile che, facendoci mettere da parte incomprensioni e malumori, ha concentrato lo sforzo di tutti sull’obiettivo da raggiungere. Non c’è stato nessun miracolo particolare, ma solo il senso di responsabilità di donne, uomini e trans di buona volontà, che hanno saputo fare il necessario passo indietro quando è stato il momento di farlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il passa parola&lt;br /&gt;Ha funzionato, e questa volta per davvero, il passa parola, sia individuale che attraverso i social network. Io non ci credo assolutamente che i rari pezzi apparsi sui quotidiani (nessuna notizia al TGRai e pochissimi passaggi sulel private, tranne i pezzi della giornata di manifestazione) abbiano portato in piazza le 50.000 persone che abbiamo visto. E su questo elemento si deve lavorare molto nel futuro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le novità&lt;br /&gt;Ci sono state alcune piccole ma significative novità: la proposta di una iniziativa specifica all’Università, che si appoggia su un nuovo pimpante gruppo appena nato; l’appello rivolto alle comunità etniche presenti in Città, scritto nella loro lingua; l’adesione ufficiale della FIOM e la partecipazione di una delegazione nostra alla loro manifestazione e viceversa; l’accoglimento da parte della Presidente della Regione, del Presidente del Consiglio, di un Assessore, del capogruppo di opposizione e di molti altri consiglieri ad un dibattito sulla legge contro tutte le discriminazioni ferma in Consiglio regionale (mi dite per favore in quali Regioni si mettono insieme tanti interlocutori istituzionali ad un appuntamento lgbt?) ed infine il Sindaco, che ha accolto la nostra richiesta di esporre la bandiera del movimento dal balcone di Palazzo Muncipale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I numeri&lt;br /&gt;Una breve riflessione sui numeri della manifestazione: le forze di polizia hanno dichiarato che a sfilare erano 10.000 e altrettanti ai lati. Chi ci è stato ha visto la lunghezza reale del corteo, e la quantità enorme di gente che ai due lati del percorso ha applaudito  e sostenuto la manifestazione dal suo inizio in piazza Solferino fino in piazza del Municipio,. Fate voi i conti: nelle parti ove si andava più celermente c’erano 700/800 metri di corteo ininterrotto che ha occupato una sede stradale larga almeno 6/8 metri.  Mentre quando siamo stati fermi un po - per il blocco del carro del coordinamento -  il corteo andava da Via Pietro Micca ang Via Bertola fino a Piazza Solferino ininterrottamente. 50.000, quindi, è una cifra credibile. Vi prego di paragonarla con i 15.000 metalmeccanici della mattina (fonte sindacale, la polizia ha detto 8.000) ed ai 3.000 studenti della manifestazione di martedì 19 maggio contro il G8 delle Università. Forse che avremmo dovuto menarci, o menare qualcuno, per avere lo stesso spazio sui media?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Seminare produce frutti&lt;br /&gt;Io credo che tutto questo sia conseguenza del grande investimento fatto con il Pride nazionale del 2006, che ha costruito, tra di noi e con la Città, quelle relazioni e quella credibilità che ci hanno consentito di organizzare una manifestazione di così ampio successo. Ma credo anche che molto si debba alla storia del movimento in questa Città, che dalla sua nascita col Fuori! nel 1971 fino alla costituzione del Servizio lgbt presso il Comune, ha saputo sempre individuare obiettivi concreti e coltivarli. Una storia che si rinnova anche profondamente se è vero, come è vero, che dal Pride 2006 nella nostra Regione sono nati ben 8 gruppi nuovi, di cui 5 in città e 3 nelle diverse province.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’unica manifestazione laica di massa in Italia&lt;br /&gt;E credo anche che i Pride siano diventati il luogo ove tutti coloro che hanno a cuore i diritti ed hanno in uggia i fondamentalismi, soprattutto della gerarchia cattolica, possano esprimersi. I Pride sono oggi, in Italia, le uniche manifestazioni laiche di massa, o sbaglio?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Torino, quindi, vive un ciclo positivo per quanto riguarda il rapporto tra la comunità lgbt, le Istituzioni e la Città intera. Come tutti i cicli è cresciuto per molte ragioni, tra le quali la storia del movimento ed una contingenza politica oggettivamente particolare sono tra i principali. Ma come tutti i cicli può declinare, per il venir meno dei fattori che lo hanno determinato, ed anche della sintonia con una parte della comunità cittadina e regionale che abbiamo costruito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco perché non possiamo andare in vacanza. Ecco perché si deve sfruttare il momento finchè è positivo, portando a casa il più alto numero possibile di obiettivi duraturi. Quegli obiettivi che, se cambiasse l’aria, sarebbe più difficile smontare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ah, dimenticavo, al Torino Pride 2009 hanno contribuito, secondo me, in modo determinante l’alto numero di nuovi volontari e volontarie che hanno risposto ai nostri appelli. Ma su questo dirò qualche cosa in più in un prossimo pezzo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Enzo Cucco&lt;br /&gt;&lt;a href="http://gayindependent.blogspot.com/"&gt;http://gayindependent.blogspot.com/&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3504738857376052750-269616051313470365?l=gayindependent.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gayindependent.blogspot.com/feeds/269616051313470365/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3504738857376052750&amp;postID=269616051313470365' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3504738857376052750/posts/default/269616051313470365'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3504738857376052750/posts/default/269616051313470365'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gayindependent.blogspot.com/2009/05/perche-il-torino-pride-2009-e-stato-un.html' title='Perché il Torino Pride 2009 è stato un successo'/><author><name>Enzo Cucco</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_xHu-Bc0aqBg/TArbeMhhDFI/AAAAAAAAAEo/vD4QA0HRap0/S220/54.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3504738857376052750.post-836831303377721978</id><published>2009-05-14T13:13:00.000+01:00</published><updated>2009-05-14T13:14:29.795+01:00</updated><title type='text'>I dispettosi</title><content type='html'>Quando ieri ho letto i lanci di agenzia sull’incontro tra il Presidente Fini e quattro organizzazioni gay italiane, mi è venuta voglia di scrivere una nota su “I rancorosi”, o “I rosicatori”, come preferite voi, pensando a quel pugno di esponenti del movimento lgbt che qualche mal di pancia rispetto all’ obiettivo mediatico raggiunto da Mancuso lo hanno di certo avuto. Poi gli articoli apparsi sui quotidiani stamane hanno esaurito questo desiderio e mi hanno costretto a riflettere, fedele al sottotitolo del mio blog, sulla sostanza di quanto è accaduto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La mia impressione è che per il momento l’unico obiettivo raggiunto dai due protagonisti è quello di aver sparigliato (poco poco, per la verità….) gli schemi rigidi che i lettori di quotidiani hanno in testa, e che peraltro entrambi i contendenti nel passato hanno robustamente contribuito a creare: una destra compatta contro i gay ed i gay compatti nemici della destra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi sono però altri due obiettivi, meno evidenti ma altrettanto significativi per le parti in causa, che bisogna segnalare: Fini ha fatto un dispettuccio alla Chiesa e alla stragrande maggioranza della sua parte politica, perché dietro alla formalità dell’incontro ed alla rigidità dei limiti imposti ai temi da trattare, è evidente che  aprire sul fronte omosessuale significa smarcarsi sul tema dei diritti da una maggioranza sostanzialmente becera, o assente. Fini si candida ad essere leader di una ala liberal del centrodestra? Questa è una ottima notizia, vedremo che effetti concreti avrà sulle proposte che passeranno, o non passeranno, dal Parlamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mancuso, presentatosi all’incontro con quella che ormai sembra accreditata come la sua corte fissa, qualche dispettuccio lo ha messo a segno anche lui. Come definire altrimenti un incontro ove hanno partecipato solo 4 organizzazioni italiane all’indomani di una conferenza stampa nazionale per presentare una campagna  contro l’omofobia alla quale hanno aderito decine e decine di sigle, di certo non meno significative di quelle ospitate a Palazzo Montecitorio? Il tema dell’incontro con Fini e della conferenza stampa precedente non era quello della lotta all’omofobia e del sostegno lobbistico alla proposta di legge Concia-Bernardini-Beltrandi ed altri che giace in Commissione? Come non definire dispettuccio (questa volta contro se stessi) quello di accettare senza batter ciglio di poter parlare con il Presidente Fini solo di certi argomenti e non di altri? Come non definire dispettuccio quello di inventarsi il ridicolo argomento che l’Associazione radicale certi diritti è una organizzazione di partito per giustificare la sua assenza dalla delegazione?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al netto, quindi, dei dispettucci che un tale episodio ha messo in  luce, rimangono sul campo le due sfide, entrambe di un certo rilievo: ce la farà Fini a rappresentare un centro destra meno omofobo portando a casa qualche risultato concreto e non solo pacche sulle spalle? Ce la farà Mancuso a scrostare definitivamente da dosso all’ArciGay il collateralismo a sinistra dei due decenni passati, magari anche lavorando su quei tratti “dispettosi” della sua leadership (sua di Mancuso non dell’organizzazione che rappresenta)?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nessuno se ne abbia a male se dico che la sfida certamente più significativa per le persone omosessuali e transessuali in questo Paese è quelal di Fini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Su Mancuso aggiungerei un altro pensiero: io credo tutt’ora al messaggio che il Fuori! lanciò nel lontano 1974 scegliendo di federarsi al PR e chiedendo a tutti coloro che non condividevano questa scelta di entrare nei partiti perché solo cambiandoli da dentro (la loro cultura, le loro scelte politiche) nel nostro paese ci sarebbe stata una vera uguaglianza per le persone omosessuali e transessuali. I movimenti indipendenti dai partiti in Italia hanno sempre avuto vita molto breve ed affannata. Il modello che in Italia va alla grande è quello corporativo e collateralista, basta guardare alla storia delle organizzazioni sindacali e dei movimenti giovanili per capirlo. Mancuso dichiara ad ogni piè sospinto che il tempo del collateralismo è finito: stiamo entrando in quello del corporativismo?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Enzo Cucco&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PS per gli amici delle associazioni GayLib, Agedo, Famiglie Arcobaleno: tutte le volte che vi sento parlare in pubblico sottolineate la necessità di unità del movimento. Perché non ricordarsi di queste belle frasi anche quando l’ArciGay vi invita ad incontri istituzionali con il Presidente della Camera?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3504738857376052750-836831303377721978?l=gayindependent.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gayindependent.blogspot.com/feeds/836831303377721978/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3504738857376052750&amp;postID=836831303377721978' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3504738857376052750/posts/default/836831303377721978'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3504738857376052750/posts/default/836831303377721978'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gayindependent.blogspot.com/2009/05/i-dispettosi.html' title='I dispettosi'/><author><name>Enzo Cucco</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_xHu-Bc0aqBg/TArbeMhhDFI/AAAAAAAAAEo/vD4QA0HRap0/S220/54.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3504738857376052750.post-8729141331028717712</id><published>2008-06-14T00:15:00.000+01:00</published><updated>2008-06-14T00:16:57.075+01:00</updated><title type='text'>Brutte notizie dall’Irlanda</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;La vittoria del no nel referendum sul Trattato di Lisbona in Irlanda è una brutta notizia per le persone gay, lesbiche e transessuali in Italia. Perché? &lt;/p&gt;    &lt;p class="MsoNormal"&gt;Bisogna ricordare che il Trattato di Lisbona è il compromesso raggiunto tra i paesi membri per sostituire la Costituzione europea bocciata dai referendum francese e olandese. &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;Pur essendo un compromesso al ribasso su molte questioni anche fondamentali, il Trattato richiama esplicitamente (pur non integrandola come aveva fatto la Costituzione) la Carta dei diritti fondamentali del’Unione europea, che contiene i principi di uguaglianza e non discriminazione a cui in questi anni si è sempre fatto riferimento nelle iniziative italiane per le pari opportunità delle persone lgbt. &lt;/p&gt;    &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;Non è un caso che la Carta ha rappresentato il principale obiettivo delle polemiche vaticane e clericali contro l’Europa (il famoso relativismo…), polemiche particolarmente forti in questi paesi ove la chiesa cattolica ha più influenza: Polonia, che infatti ha ottenuto una clausola di esclusione proprio sull’applicazione della Carta, Italia e Irlanda, (guarda caso…).&lt;/p&gt;    &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;Intendiamoci, io non credo che il referendum irlandese possa bloccare l’adozione del Trattato (che nessun paese ha sottoposto al vaglio popolare proprio nel timore che si verificasse quanto poi accaduto in Irlanda, dopo la Francia e l’Olanda) ma sicuramente darà nuovo vigore ai partiti e alle forze culturali contrarie ad una Europa più forte e egualitaria nel proprio diritto interno.&lt;/p&gt;    &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;Il referendum irlandese, in altre parole, conferma una possibile strategia comune per tutte quelle parti che per un motivo o per un altro intendono ridurre la forza delle istituzioni europee e limitarne il potere di ingerenza negli stati nazionali. Dai nazionalisti di ogni regione fino ai clericali fondamentalisti (cattolici o protestanti che siano) l’obiettivo è unico, e se proprio non si può (o non si ha il coraggio di…) affossare le Istituzioni comunitarie, ogni passo indietro rispetto all’obiettivo di avere una sola Europa (anche nelle simbologia e nella terminologia utilizzata) è importante.&lt;/p&gt;    &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;Le forze clericali da tempo si sono rese conto che l’Europa rappresenta un pericolo dal loro punto di vista, ed hanno agito di conseguenza. Fino ad ora senza grossi risultati, in verità, ma di certo la pressione sta aumentando se ormai esplicitamente in ambienti europei si parla della necessità di riformare il funzionamento della Corte di Giustizia delle Comunità europee (con sede in Lussemburgo) ed il suo potere sugli Stati nazionali .&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;In Italia pare essere questo il problema più sentito: le Direttive Europee e le Risoluzioni del Parlamento non fanno paura più di tanto, soprattutto alla luce dei recenti risultati elettorali che hanno prodotto una maggioranza politica che ha più di un motivo per mantenere aperto il conflitto a con le Istituzioni comunitarie. Invece la possibilità che, facendo leva sul Trattato e la sua Carta dei diritti, si possano ottenere una condanna dell’Italia su materie “sensibili” (come per esempio il riconoscimento dei diritti delle coppie di fatto o il matrimonio tra persone dello stesso sesso) attraverso la magistratura ordinaria è molto più concreta, quindi pericolosa.&lt;/p&gt;    &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;Ecco perché c’è da attendersi qualunque tipo di iniziativa su questo fronte, anche, perché no, una strumentale richiesta di consultazione popolare (magari da negoziare in cambio di sostanziali modifiche del Trattato).&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Ecco perché l’azione di affermazione civile promossa dall’Associazione radicale Certi Diritti di richiesta di pubblicazione della richiesta di contrarre matrimonio da parte di persone dello stesso sesso rivolta ai Comuni, è ancora più urgente e significativa.&lt;/p&gt;      &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;Enzo Cucco&lt;br /&gt;13 giugno 2008&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3504738857376052750-8729141331028717712?l=gayindependent.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gayindependent.blogspot.com/feeds/8729141331028717712/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3504738857376052750&amp;postID=8729141331028717712' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3504738857376052750/posts/default/8729141331028717712'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3504738857376052750/posts/default/8729141331028717712'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gayindependent.blogspot.com/2008/06/brutte-notizie-dallirlanda.html' title='Brutte notizie dall’Irlanda'/><author><name>Enzo Cucco</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_xHu-Bc0aqBg/TArbeMhhDFI/AAAAAAAAAEo/vD4QA0HRap0/S220/54.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3504738857376052750.post-1000432934427591601</id><published>2008-03-17T01:05:00.000+01:00</published><updated>2008-03-17T01:06:30.097+01:00</updated><title type='text'>Gay incazzati o gay arrapati?</title><content type='html'>Qualche aspettativa ce l’avevo su questa campagna elettorale: usciamo da quasi tre anni in cui la “questione omosessuale” è stata costantemente sugli altari della cronaca politica, soprattutto grazie alla puntuale, costante e potente opposizione delle gerarchie vaticane ad ogni provvedimento che potesse legalizzare la vita di coppia delle persone omosessuali e, di fatto, legittimare lo stesso comportamento omosessuale. E pensavo che questo fosse il momento per ascoltare parole nuove dai partiti, dopo le prime campagne elettorali (ormai “eroiche”) del Partito Radicale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Invece al di là delle polemiche sulle candidature, nessuno ha elaborato un messaggio chiaro e diretto alle persone omosessuali. Si certo, ci sono impegni importanti nei programmi della Sinistra Arcobaleno e dei Socialisti, e lo stesso Pd ha almeno fatto lo sforzo di ripetere sostanzialmente le stesse parole del precedente programma dell’Ulivo. Ma solo i socialisti hanno elaborato un vero e proprio messaggio pubblicitario diretto alle persone omosessuali.&lt;br /&gt;Se vi è sfuggito lo potete vedere su &lt;a href="http://www.partitosocialista.it/"&gt;www.partitosocialista.it&lt;/a&gt; : la campagna ha un titolo che e’ tutto un programma: “siamo incazzati”. Letto il titolo della campagna uno si aspetta immagini incazzate, o no? Invece dei cinque volti scelti per rappresentare i cinque temi d’incazzatura – e quindi immaginiamo a cinque categorie di persone che dovrebbero votare socialista - tre sono di persone perbene e rilassate che dovrebbero raffigurare operai, donne e precari incazzati, uno rappresenta gli anziani – oggettivamente il più incazzato dei cinque -  mentre l’ultimo è un gay, che tutto appare tranne che incazzato. Anzi trattasi di un bonazzo con barbetta rossa e rada, occhi azzurri e labbra socchiuse che potrebbe benissimo apparire su una delle tante riviste erotiche che si pubblicano nel mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che c’è di male, direte voi? Bisogna catturare l’attenzione del target e convincerlo a votare. In fondo c’è chi vende le scarpe alle donne con pubblicità che mostrano femmine scosciate e mutande agli uomini con pubblicità che mostrano fustaccioni in slip gonfi.&lt;br /&gt;Ma, pur sorvolando sul fatto che almeno la metà delle persone omosessuali in Italia sono donne (e forse incazzate anche loro, che ne dite?) rimane la sensazione di una certa superficialità nell’elaborare il messaggio pubblicitario e la strategia di marketing politico che si intravede dietro (sempre che una strategia ci sia).&lt;br /&gt;Io non credo che vendere politica sia come vendere slip, e non per motivi etici intendiamo, ma perché ci vuole coerenza tra messaggio e immagine. Se veramente i socialisti pensano che i gay siano incazzati perché puntano sull’ammiccamento erotico per convincerli al voto? Ci immaginano tutti così arrapati e in preda ai nostri istinti sessuali da non saper resistere al bel visino sulla cartolina elettorale socialista?&lt;br /&gt;Certo il sesso ci piace, ma non mi pare di ricordare alcuna campagna pubblicitaria elettorale veicolata sull’erotismo, per nessuna categoria di elettore. Proprio con noi si doveva cominciare?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Enzo Cucco&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3504738857376052750-1000432934427591601?l=gayindependent.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gayindependent.blogspot.com/feeds/1000432934427591601/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3504738857376052750&amp;postID=1000432934427591601' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3504738857376052750/posts/default/1000432934427591601'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3504738857376052750/posts/default/1000432934427591601'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gayindependent.blogspot.com/2008/03/gay-incazzati-o-gay-arrapati.html' title='Gay incazzati o gay arrapati?'/><author><name>Enzo Cucco</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_xHu-Bc0aqBg/TArbeMhhDFI/AAAAAAAAAEo/vD4QA0HRap0/S220/54.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3504738857376052750.post-5071010405671727394</id><published>2008-01-18T01:55:00.000+01:00</published><updated>2008-01-18T02:08:42.195+01:00</updated><title type='text'>I FURBETTI DEL VATICANO</title><content type='html'>I quotidiani e i tg di oggi hanno dato una rappresentazione chiarissima, direi plastica, della paradossale situazione in cui versano i rapporti tra stato e chiesa nel nostro paese. Scelgo le tre cose che meglio riassumono la situazione: il discorso di Benedetto XVI alla Sapienza, le dichiarazioni di Ruini sull’Angelus di domenica prossima e le dichiarazioni della Signora Mastella.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il discorso di Benedetto XVI è, al solito, straordinariamente lucido e utilissimo per comprendere cosa anima la chiesa cattolica oggi (visibile da almeno una quindicina d’anni, da quando cioè ha preso vita e si è diffuso quello che la CEI chiamò “Progetto culturale”, cioè una nuova presenza dei cattolici nella società moderna). La pacatezza degli argomenti esposti, ma soprattutto lo sguardo di lunga prospettiva che caratterizza questo pontificato sono i tratti salienti di un discorso che sia pur criticabile non è certo il ritorno della Santa Inquisizione, anzi …..&lt;br /&gt;Avrebbe potuto dire qualcosa di diverso? Certo che no, anche perché al contrario di quanto pensa una bella banda di superficialoni  italici la Chiesa attuale non è affatto la stessa di cento o duecento anni fa. Ma siccome si deve andare alla sostanza delle cose, oltre il fumo della polemica, non possiamo non affermare che il discorso del Papa non rappresentava (ripeto, non poteva essere diversamente) alcun attentato alla laicità o alla democrazia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Contro la sostanza dei fatti si è srotolata sotto i nostri occhi una vera e propria sagra dell’ipocrisia, con da una parte un manipolo di cretini (la definizione è di Cacciari, e questa volta la condivido) che son tali non perchè protestano contro le parole del Papa, ma perché ne hanno chiesto la censura. Dall’altra la regia, magistralmente condotta, da parte della gerarchia cattolica, sia della polemica che del coupe du theatre di rinunciare alla presenza in Aula ed a quanto è seguito. Intendiamoci, io al posto di Benedetto XVI, pardon … diciamo del Cardinal Bertone, avrei deciso la stessa cosa, ovvero non avrei esposto il Papato non tanto all’aggressione, quanto alla possibilità di una contestazione palese del suo pensiero in una sede pubblica come  l’Università nella Città più “Papalina” al mondo. Avrebbe sancito, questo si, lo stop ad una campagna di influenza sul pensiero scientifico e culturale moderno che questo Papato ha inaugurato in grande stile. Ma non si può negare che la scelta di lasciare il Papa ha casa ha avuto quello straordinario effetto di far passare lo stesso come la “vittima”. Abbiamo dovuto leggere articoli e frasi letteralmente deliranti sulla presunta censura che il pensiero cattolico subirebbe nel nostro paese, quando la realtà è completamente diversa (i dati del Centro di ascolto radicale son li’ a certificarlo). La bugia più palese l’abbiamo letta nei pezzi dei vaticanisti che riportavano unanimi una interpretazione della scelta vaticana: la gerarchia avrebbe scelto in questo senso perché i vertici istituzionali italiani avrebbero tardato a prendere posizione a favore del Papa alla Sapienza. Che faccia tosta a ar filtrare questo argomento: i nostri politici hanno fatto la gara a chi dichiarava per primo e in modo più veemente la propria solidarietà al Vaticano, sia da destra che da sinistra, a cominciare dal Presidente della Repubblica.&lt;br /&gt;La prova del nove che dietro la scelta vaticana ci sia un occhio attento a dimensioni della presenza cattolica nel nostro paese che poco hanno di pastorale, è contenuta nelle parole di Ruini che chiama i cattolici in piazza domenica. Intendiamoci, oggi le agenzie hanno precisato che non si tratta di una chiamata politica, ma solo di un raduno di solidarietà (… e il naso si allunga ….) ma a prescindere dal fatto che mi sembra perlomeno esagerato manifestare solidarietà con chi appare sempre e quanto vuole sui media italiani (meravigliosa la vignetta di Altan su Repubblica ……) rimane questo uso distorto, parademocratico, della mobilitazione sociale e politica da parte della chiesa delle “sue truppe”.  Ne abbiamo avuto un fulgido esempio per il referendum sulla legge della fecondazione assistita, con la campagna per l’astensione, così come la più recente campagna di “moratoria sull’aborto” che non so se definire più ipocrita o irresponsabile.&lt;br /&gt;Certo non era questo l’obiettivo che il “manipolo di cretini” si prefissava, ma la realtà dei fatti è diversa, ed è sotto gli occhi di tutti: una straordinaria opportunità per la gerarchia cattolica di “provare” la minorità, l’emarginazione, e infondere maggiore forza in quanti lavorano per una presenza più cogente dei valori cattolici nel nostro paese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infine abbiamo osservato l’ennesima indecorosa sarabanda dei politici italiani su questa materia: il meglio lo ha dato la Signora Mastella che ha dichiarato che lei e suo marito (e il loro partito) sono sotto inchiesta perché “cattolici” (sic!”) e che l’unica cosa che vorrebbe veramente fare pur essendo agli arresti domiciliari è quella di essere domenica in piazza all’Angelus (doppio sic!). Non posso che ammirare la straordinaria coerenza dei Mastella che (come sempre, anche in questo frangente) son trasparenti nella loro dimensione sfacciatamente strumentale nel brandire impropriamente l’arma della fede.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La chiesa cattolica ha ormai dimostrato un uso intelligente, a volte anche aggressivo, delle più spregiudicate strategie di comunicazione per imporre la propria agenda di priorità nel discorso pubblico. Una chiesa moderna, che conosce a fondo i meccanismi della nostra società e li usa in modo spregiudicato: sarà forse la mia deformazione professionale a dare così tanta importanza agli aspetti comunicativi della convivenza nella nostra società, ma vorrei che qualcuno mi spiegasse se sia concretamente possibile prescindere da questi aspetti e non domandarsi, noi per primi, se i fini giustificano i mezzi. E’ sufficiente predicare Cristo per giustificare le bugie?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Enzo Cucco&lt;br /&gt;17 gennaio 2008&lt;br /&gt;&lt;a href="http://gayindependent.blogspot.com/"&gt;http://gayindependent.blogspot.com/&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3504738857376052750-5071010405671727394?l=gayindependent.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gayindependent.blogspot.com/feeds/5071010405671727394/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3504738857376052750&amp;postID=5071010405671727394' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3504738857376052750/posts/default/5071010405671727394'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3504738857376052750/posts/default/5071010405671727394'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gayindependent.blogspot.com/2008/01/i-furbetti-del-vaticano.html' title='I FURBETTI DEL VATICANO'/><author><name>Enzo Cucco</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_xHu-Bc0aqBg/TArbeMhhDFI/AAAAAAAAAEo/vD4QA0HRap0/S220/54.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3504738857376052750.post-7668938303259055400</id><published>2007-08-07T23:35:00.000+01:00</published><updated>2007-08-07T23:36:08.795+01:00</updated><title type='text'>Sgarbi vs Veltroni</title><content type='html'>Il posto dell’omosessualità nel discorso pubblico in Italia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il caso ha voluto che negli stessi giorni in cui Sgarbi avviava la tragicomica vicenda della Mostra milanese su arte e omosessualità, Veltroni dedicava una piazza di Roma a Paolo Seganti, gay ucciso da uno sconosciuto in un giardinetto della capitale.&lt;br /&gt;La seconda notizia è apparsa sulle cronache romane e su qualche sito, mentre la prima ci ha tenuto compagnia (si fa per dire….) per molti giorni e su molte testate quotidiane e televisive. La differenza di visibilità è nota: in generale “valgono” molto di più le notizie negative di quelle positive, e non c’è molto di cui stupirsi visto che è così da sempre e per tutto. Ma credo che valga la pena di soffermarsi un poco sul significato delle due iniziative - anzi le definirei “azioni sceniche” -  e su quanto esse semplifichino meglio di tanti saggi la differenza di approccio all’omosessualità tra destra e sinistra in Italia oggi. Di una certa sinistra e di una certa destra, ma questa è un’altra storia…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La mostra milanese è stato il tentativo di Sgarbi di riconciliare la destra con la contemporaneità della realtà gay, ovvero quello che il mainstreaming comunicativo in cui siamo immersi ritiene essere la contemporaneità. Nel mondo occidentale di oggi la connessione tra arte, omosessualità e moda è uno dei più potenti luoghi comuni – nel senso etimologico del termine – che traspare, indiscusso, dalle riviste di settore come dalle iniziative culturali. Come poteva l’Assessore alla cultura della capitale della moda e del design italiano non tener conto di questa realtà? Per una città che si confronta tutti i giorni con Londra, Parigi, Berlino e Madrid il divario tra la presenza pubblica degli omosessuali in quelle città e Milano è quasi drammatico. Ed è da questo angolo visuale che si può comprendere il tentativo dell’Assessore meneghino di organizzare la Mostra “Vade Retro” o come diavolo l’hanno infine intitolata. Certo possiamo discutere se fosse quello il metodo migliore per compiere questo tentativo (io personalmente ho dei fieri dubbi….), così come mi sembra che la carica provocatoria dell’iniziativa, pur negata, sia stata ampiamente esibita fin dall’anteprima della mostra stessa, con tutto quello sfarfallio di drag queen e giovanotti seminudi. Ma questo non toglie che, a modo suo, Sgarbi ha colto un aspetto della realtà molto evidente a chi si occupa di cultura e comunicazione: per la destra italiana gli omosessuali non esistono, semplicemente, ed ogni volta che appaiono nel dibattito pubblico devono essere ricondotti ai tre o quattro stereotipi noti. Perché se esistessero, ovvero se li si potesse osservare senza le lenti deformanti del pregiudizio etico delle gerarchie religiose (ahimè non solo di quella cattolica) ci si accorgerebbe che sono persone normali, a cui sono negati alcuni diritti in nome di un visione etica dello stato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Veltroni ha compiuto una “azione scenica” di segno diverso: il significato del gesto è di notevole rilievo sociale. Scegliere di intitolare ad una persona omosessuale uccisa da ignoti la piazza del parco dove egli è stato ucciso significa schierare le istituzioni, e se stessi, in modo netto contro la violenza omofoba. Veltroni non si è nascosto dietro al dito del “se l’è cercata…”  ed ha preso posizione, in modo netto, contro questa violenza. Ma, e qui sta il limite di questa iniziativa, nel 2007 in Italia non ci si può più accontentare della compassione. La violenza contro le persone omosessuali la si combatte anche su altri terreni, non solo quello dei gesti simbolici, per quanto grande possa essere il loro valore comunicativo. E soprattutto è necessario prendere posizione in modo netto contro chi ritiene che gli omosessuali siano cittadini di serie B e contro chi pensa che discutere di diritti nel nostro Paese significa far vincere la destra: non è forse questo che pensa, infatti, la maggioranza della classe dirigente di sinistra? Non è forse sulla base di questo timore – quindi di scontentare la gerarchia cattolica - che la sinistra italiana ha mancato le sue due occasioni per colmare i divario tra Italia e resto d’Europa in materia di diritti (non solo delle persone omosessuali) ? Ci son state ben due legislature, la presente e la XIII (9 maggio 96 – 9 marzo 2001) ma nulla di concreto è accaduto. E’ come se la sinistra facesse finta che le persone omosessuali esistano, riconoscendo loro la compassione nel momento del dolore e della persecuzione, ma nulla nel momento dell’affermazione positiva dei diritti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo è il punto di congiunzione tra l’”azione scenica” di Sgarbi e quella di Veltroni: entrambe partono dalla constatazione che la questione omosessuale oggi è centrale nel discorso pubblico del Paese, e cercano di offrire risposte positive, che favoriscano la crescita del paese stesso su questo tema (lo “sdoganamento” dell’omosessualità per la destra italiana e la “lotta attiva” contro l’omofobia per le istituzioni pubbliche) ma entrambe le azioni rischiano di essere solo celebrazioni di se stesse e di chi le ha concepite e messe in scena se non sono accompagnate dall’azione concreta.&lt;br /&gt;In altre parole: Sgarbi è pur sempre Assessore di una grande metropoli. Dobbiamo accontentarci della sua azione scenica o possiamo e dobbiamo chiedergli qualcosa di più? Veltroni è pur sempre uno dei principali leader del centro sinistra: basta il suo gesto compassionevole, per quanto importante sia?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Entrambi gli atteggiamenti non mi paiono all’altezza della realtà italiana. Che invece ha bisogno di decisioni nette, sulla questione omosessuale così come su molte altre questioni che ingessano la nostra società.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Enzo Cucco&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3504738857376052750-7668938303259055400?l=gayindependent.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gayindependent.blogspot.com/feeds/7668938303259055400/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3504738857376052750&amp;postID=7668938303259055400' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3504738857376052750/posts/default/7668938303259055400'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3504738857376052750/posts/default/7668938303259055400'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gayindependent.blogspot.com/2007/08/sgarbi-vs-veltroni.html' title='Sgarbi vs Veltroni'/><author><name>Enzo Cucco</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_xHu-Bc0aqBg/TArbeMhhDFI/AAAAAAAAAEo/vD4QA0HRap0/S220/54.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3504738857376052750.post-8283339554592254370</id><published>2007-06-17T15:25:00.000+01:00</published><updated>2007-06-17T15:40:35.957+01:00</updated><title type='text'>Roma Pride 2007: la matematica non è una opinione</title><content type='html'>Coerente col sottotitolo di questo blog devo dichiarare che mi sono completamente sbagliato sulle previsioni per il Roma &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;Pride&lt;/span&gt;. Non è la prima volta, è accaduto anche col Torino &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;Pride&lt;/span&gt;, di cui pure avevo ben altra percezione, ma essendo affetto da una perniciosa forma di &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;pessimismo&lt;/span&gt; scaramantico queste cose mi capitano, qualche volta.&lt;br /&gt;Ma veniamo alle cose più importanti: la Questura di Roma dichiara che hanno partecipato 300.000 persone, per il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;Family&lt;/span&gt; Day disse che i partecipanti sono stati 250.000. In un qualsiasi paese dove l'informazione fa il suo mestiere questo sarebbe stato il titolo principale dei quotidiani oggi.&lt;br /&gt;Il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;Family&lt;/span&gt; Day ha avuto l'appoggio, esplicito e &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;poderoso&lt;/span&gt;, dell'intera chiesa cattolica, oltre che di tutto lo schieramento di centro destra, ed ha goduto di un'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;attenzione&lt;/span&gt; mediatica che definire totale  ancora poco. Eppure il movimento &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;lgbt&lt;/span&gt; è riuscito a riempire la piazza come il F&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;amily&lt;/span&gt; Day o forse &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;più&lt;/span&gt;. Certo ora diranno che non bisogna giocar coi numeri, che il valore delle iniziative politiche non sta (solo) nel numero di chi si coinvolge.... tuto vero. ma mi spiegate &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;perché&lt;/span&gt; i media nazionali hanno riportato il dato di 1 milione di persone in piazza san &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;giovanni&lt;/span&gt; senza battere ciglio e per il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;pride&lt;/span&gt; riportano il dato solo come "dichiarazione degli organizzatori"?&lt;br /&gt;E dove sono tutti coloro che dicevano che il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_13"&gt;Family&lt;/span&gt; Day rappresentava la maggioranza degli italiani?&lt;br /&gt;La matematica non è un'opinione. In questo caso per noi è una straordinaria soddisfazione, ed anche, come sempre, una grande responsabilità.&lt;br /&gt;Dopo il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_14"&gt;Family&lt;/span&gt; Day si annunciano &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_15"&gt;sfraceli&lt;/span&gt; nei due opposti poli per la nascita del movimento di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_16"&gt;Pezzotta&lt;/span&gt;, che peraltro secondo me darà fastidio soprattutto al PD. Accadrà altrettanto per noi? saremo all'altezza della situazione?&lt;br /&gt;Insomma, c'è molto da lavorare, e la possibilità di c&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_17"&gt;otruire&lt;/span&gt; un forte movimento nazionale (magari su base federativa, con due o tre &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_18"&gt;obiettivi&lt;/span&gt; comuni) esplicitamente sganciato dai partiti, forse oggi è una possibilità concreta. Forse ....&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Enzo Cucco&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3504738857376052750-8283339554592254370?l=gayindependent.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gayindependent.blogspot.com/feeds/8283339554592254370/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3504738857376052750&amp;postID=8283339554592254370' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3504738857376052750/posts/default/8283339554592254370'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3504738857376052750/posts/default/8283339554592254370'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gayindependent.blogspot.com/2007/06/roma-pride-2007-la-matematica-non-una.html' title='Roma Pride 2007: la matematica non è una opinione'/><author><name>Enzo Cucco</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_xHu-Bc0aqBg/TArbeMhhDFI/AAAAAAAAAEo/vD4QA0HRap0/S220/54.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3504738857376052750.post-4586866579565439212</id><published>2007-05-11T01:09:00.001+01:00</published><updated>2007-05-11T01:09:52.695+01:00</updated><title type='text'>LA FESTA DEL MULINO BIANCO</title><content type='html'>E’ la mezzanotte del 10 maggio. Tra 48 ore sarà tutto finito ed avremo le immagini di una piazza san giovanni a Roma invasa da un milione di persone su cui riflettere. Per chi come me non ha mai avuto alcuna vera speranza di cambiamento in questa legislatura (una maggioranza appesa al filo mastella-rutelli che cosa mai avrebbe potuto produrre di diverso?… ) non cambierà molto. Se non l’aumento del disgusto quotidiano della lettura dei giornali che nei giorni successivi (per quante settimane?….) insisterà sull’”evento epocale”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Certo, tutti noi gioiremmo se in quella piazza ci sarà anche solo una persona in meno del milione che tutti si aspettano (non credete alle sornione dichiarazioni dei portavoce del Clerical Day che parlano di 100/200 mila persone attese …) e ci sollazzeremo davanti alle incursioni di Iene e tg3 vari che non mancheranno di sottolineare i lati impresentabili, magari anche omofobi, che in quella piazza certo si troveranno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma la verità sta da un’altra parte. Sta in una realtà italiana che sarà segnata per anni da una minoranza clericale che sta conoscendo, come in tutto il resto del mondo, una rinascenza potente. Si tratta di una minoranza sulla cui effettiva pervasività sociale sul lungo periodo non scommetterei, visto che le radici laiche del nostro vivere sono profonde, più di quanto la nostra classe dirigente voglia ammettere. Ma oggi siamo di fronte alla realtà di una minoranza clericale che ha scelto di usare l’arma del catastrofismo antropologico fondato sulla legittimazione del comportamento omosessuale. Usando retoricamente il tema della famiglia come aggregante, come si fa quando si parla di pace, giustizia, uguaglianza, senza mai specificare con quali costi e per chi.&lt;br /&gt;Il nuovo marketing vaticano ha scelto il tempo e il tema giusto, proprio come fa un  vecchio liquore o una vecchia merendina che nessuno si fila più. Grande strategia comunicativa, molti investimenti pubblicitari, straordinaria sapienza nel vestire i panni della minoranza censurata e discriminata (pensate un po’, hanno anche la faccia tosta di usare questo argomento …). Una festa del Mulino Bianco, insomma….&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fate attenzione, però, perché se facessimo l’errore di interpretare quanto accade solo usando questo punto di osservazione non capiremmo nulla di quanto sta accadendo realmente. Esattamente come quelli che credono che il successo di un prodotto commerciale stia “unicamente” nella martellante pubblicità televisiva. C’è dell’altro, e se non ci facciamo queste domande siamo condannati diventare, questa volta veramente, il paese da cui parte la riconquista cattolica nel mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che cosa può fare, quali armi usare chi si ostina a credere, come noi, nella forza della ragione e del dialogo? Non so, vedremo cosa accadrà, quali saranno le conseguenze di medio e lungo termine di questa prova di forza nel fronte cattolico. Quale sarà la qualità (non ho particolare aspettative sulla quantità) della partecipazione a Piazza Navona, e bisogna ringraziare la testa dura dei radicali se ci sarà qualcuno che tenterà almeno di rosicchiare un po’ della sovraesposizione mediatica del Clerical Day.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una pausa non farebbe male al movimento omosessuale. Magari per riflettere su quanto  e come abbiamo contribuito alla “riuscita” della manifestazione del 12 maggio in piazza san giovanni a Roma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Enzo Cucco&lt;br /&gt;10 maggio 2007&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3504738857376052750-4586866579565439212?l=gayindependent.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gayindependent.blogspot.com/feeds/4586866579565439212/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3504738857376052750&amp;postID=4586866579565439212' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3504738857376052750/posts/default/4586866579565439212'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3504738857376052750/posts/default/4586866579565439212'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gayindependent.blogspot.com/2007/05/la-festa-del-mulino-bianco.html' title='LA FESTA DEL MULINO BIANCO'/><author><name>Enzo Cucco</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_xHu-Bc0aqBg/TArbeMhhDFI/AAAAAAAAAEo/vD4QA0HRap0/S220/54.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3504738857376052750.post-5252302149226852672</id><published>2007-03-27T00:02:00.000+01:00</published><updated>2007-03-27T00:06:10.976+01:00</updated><title type='text'>DE PROFUNDIS SUI DICO</title><content type='html'>Ieri su La Stampa Lucia Annunziata recita il de Profundis sui DICO: il pezzo si intitola “Perché andrò al Family Day” e racconta le ragioni per cui è giusto, per la sinistra italiana, massimamente per quella che è erede della tradizione togliattiana, partecipare alla manifestazione citata.&lt;br /&gt;In realtà anche prima del De profundis non c’era tanto da stare allegri, perché tutti i segnali andavano nella direzione opposta a quella di trovare in Parlamento una proposta di accordo tra le forze politiche su questa riforma: già si era capito che i partiti della sinistra estrema non avrebbero esercitato (e non lo eserciteranno) il loro diritto di veto sui DICO come è stato fatto sulla politica estera e sulla finanziaria, e ben sappiamo quanto la quota libertaria e riformista in questo parlamento sia minoritaria e timida. Oggi Annunziata ha avuto il pregio di spiegare come mai i DS, maggior partito di questa maggioranza, non possono permettersi di andare in rotta di collisione con la gerarchia cattolica.&lt;br /&gt;La giornalista richiama nell’articolo tutta la tradizione, ed anche la retorica, comunista sulla famiglia, utilizzando argomenti che, dal mio punto di vista, si limitano a due cose realmente significative: una di contesto e una di prospettiva politica. Quella di contesto sta in questa frase: “la foga della battaglia con la Chiesa ha spostato i Dico su toni di estremismo omosessuale” e quella di prospettiva sta nelle ultime parole dell’articolo: “ … la legge sui Dico è diventata infatti infinitamente più rilevante di quello che è nella realtà del Paese per il suo significato simbolico. Ma ai fini del bene pubblico, non è forse più rilevante la possibilità di costruire intorno a un principio una identità condivisa, magari costruita nel tempo, ma decisamente più ampia? Recenti sondaggi sul calo di popolarità del governo sostengono che i Dico vi giocano un grande ruolo: non è questo forse un monito? “&lt;br /&gt;Intendiamoci, credo che l’Annunziata non sbagli di molto nella sua analisi: in fondo dice solo che l’Italia non è ancora pronta per questo passaggio, e che forse è meglio rinviare e “far crescere la società” [il virgolettato è mio] su questi temi. Peccato che non ci si soffermi sulle cause di questa drammatizzazione, sul perché la Chiesa ha fatto del no alle unioni civili l’ultima spiaggia della battaglia per la salvaguardia della società cristiana su questa terra.&lt;br /&gt;Quello che infastidisce è questo resuscitare la retorica comunista sulla famiglia, quando in realtà si voleva solo ripetere che “Parigi val bene una messa”. Questo insinuare che, in fondo, si tratta di “estremismo omosessuale” quando siamo di fronte alla richiesta di approvare una legge che definire riforma è quasi un azzardo.&lt;br /&gt;Insomma, l’articolo di Annunziata da voce alla pancia di una parte della sinistra italiana che, in fondo, senza averne il coraggio, è stufa di sta storia dei DICO, non ne può più, non vede alcun motivo per tirare la corda ulteriormente e preferisce arrendersi all’evidenza della propria debolezza senza nemmeno avere il coraggio di andare fino in fondo.&lt;br /&gt;Certo, i DICO, forse, avranno fatto perdere qualche decimo di punto di appeal a questo governo, ma sfido chiunque a dimostrare che la partecipazione dei DS e della Margherita alla manifestazione di Piazza San Giovanni riuscirà a recuperare questo gap.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rimane il problema della posizione del movimento gay e lesbico italiano su questa vicenda. In particolare credo che non sia facile il compito del prossimo Congresso dell’ArciGay, messo come è tra l’incudine di una sinistra per cui la questione omosessuale sta diventando fastidiosa, e il martello di una gerarchia clericale che, giocando la carta del vittimismo, è riuscita ad imporre il suo punto di vista alla maggioranza di questo parlamento e, forse, se gli lasceremo altro spazio, anche alla maggioranza del paese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Enzo Cucco&lt;br /&gt;27 marzo 2007&lt;br /&gt;&lt;a href="http://gayindependent.blogspot.com/"&gt;http://gayindependent.blogspot.com/&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3504738857376052750-5252302149226852672?l=gayindependent.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gayindependent.blogspot.com/feeds/5252302149226852672/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3504738857376052750&amp;postID=5252302149226852672' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3504738857376052750/posts/default/5252302149226852672'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3504738857376052750/posts/default/5252302149226852672'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gayindependent.blogspot.com/2007/03/de-profundis-sui-dico.html' title='DE PROFUNDIS SUI DICO'/><author><name>Enzo Cucco</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_xHu-Bc0aqBg/TArbeMhhDFI/AAAAAAAAAEo/vD4QA0HRap0/S220/54.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3504738857376052750.post-3785022757657187993</id><published>2007-03-19T00:55:00.000+01:00</published><updated>2007-03-19T01:05:26.545+01:00</updated><title type='text'>GLI ITALIANI SON MEGLIO DELLA LORO CHIESA CATTOLICA?</title><content type='html'>MA E’ PROPRIO VERO CHE GLI ITALIANI SON MEGLIO DELLA LORO CLASSE POLITICA E DELLA GERARCHIA CATTOLICA?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’indagine Demos Eurisko, riportata su Repubblica di oggi e commentata da Ilvo Diamanti, avrà certamente fatto stappare lo champagne in casa Ruini: dal 2003 ad oggi è cresciuta mediamente del 10% la percentuale di italiani che si è avvicinata maggiormente alle posizioni della gerarchia sulla supremazia della religione cattolica, sul riconoscimento delle unioni civili, sul rapporto tra religione e stato, sulla accettabilità dei rapporti omosessuali e sul giudizio sul dizorzio.&lt;br /&gt;Chi osserva da vicino la chiesa cattolica e la sua comunicazione (almeno quella  espressa dalla CEI) sa benissimo che tutto questo non è frutto del caso, ma è inserito in una forte strategia pluriennale che trova il suo avvio nella III Assemblea ecclesiale di Palermo (novembre 1995) e nella concretizzazione del “Progetto culturale orientato in senso cristiano” avviato nel 1997 dal Segretariato della CEI. Il "Progetto culturale" è il principale strumento di intervento nella società che la mente di Ruini ha partorito sulla scia della straordinaria rivoluzione comunicativa effettuata dal pontificato di Giovanni Paolo II. La chiesa ha capito che per contrastare la propria posizione  marginale nel mainstream sociale e culturale dell’occidente si devono usare gli strumenti della comunicazione contemporanea in modo massiccio ed in tutte le loro potenzialità. Così è stato, ed ecco che arrivano i primi risultati.&lt;br /&gt;Ci siamo consolati fino ad oggi con l’affermazione che gli italiani sono più progressisti della loro classe politica e cattolica su temi eticamente sensibili, e che la chiesa ha scatenato una battaglia senza quartiere proprio perché si sente minoranza, in Italia e nel mondo, incapace di influenzare elite e masse  popolari su tutti i grandi temi sociali. Ci dimentichiamo, però, che le minoranze hanno una forza ed una vitalità che le maggioranze non hanno più, e che nella società della comunicazione globale non è affatto vero che non possono avvenire, in tempi anche veloci, cambiamenti sociali di un certo rilievo, in un senso o nell'altro.&lt;br /&gt;Se poi paragoniamo gli sforzi di chi tenta una campagna a favore, per esempio, del riconoscimento delle unioni difatto alla forza, alla determinazione, alla lucidità ed alla spregiudicatezza (pensate per esempio alla vicenda del referendum sulla legge per la fecondazione assistita ed alla posizione della CEI) di chi riafferma i principi della morale tradizionale, vien quasi da ridere pensando alla assoluta disparità di mezzi in campo.&lt;br /&gt;Se non è bastata la televisione generalista (si pensi solo all’influenza che le fiction televisive hanno avuto per rendere accettabile il comportamento omosessuale agli occhi della platea nazional popolare italiana)  a cambiare per sempre il trend della nostra società c’è poco da stare allegri. Non è giunto il momento, quindi, di rivedere alla radice il nostro modo di programmare la campagna a favore della riforma del diritto di famiglia (di questo si parla se si chiede il riconoscimento delle unioni di fatto, anche se non lo si può dire…)? Voi pensate che il fronte di chi vuole i Dico sia all’altezza della sfida che è stata lanciata? Sia dal punto di vista dell’investimento su questo tema, che della consapevolezza delle ragioni delle proprie posizioni? Io dico che, ancora una volta, dobbiamo imparare molto da come la chiesa, pur con tutte le sue contraddizioni e forse senza speranza di vittoria, sta combattendo per affermare ciò in cui crede. A fronte di tanto impegno e di tanta autentica “fede”, io vedo solo un crescente imbarazzo nel difendere il riconoscimento delle unioni di fatto e la leggitimità, la naturalità del comportamento omosessuale. Spero di sbagliarmi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Enzo Cucco&lt;br /&gt;18 marzo 2007&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3504738857376052750-3785022757657187993?l=gayindependent.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gayindependent.blogspot.com/feeds/3785022757657187993/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3504738857376052750&amp;postID=3785022757657187993' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3504738857376052750/posts/default/3785022757657187993'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3504738857376052750/posts/default/3785022757657187993'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gayindependent.blogspot.com/2007/03/gli-italiani-son-meglio-della-loro.html' title='GLI ITALIANI SON MEGLIO DELLA LORO CHIESA CATTOLICA?'/><author><name>Enzo Cucco</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_xHu-Bc0aqBg/TArbeMhhDFI/AAAAAAAAAEo/vD4QA0HRap0/S220/54.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3504738857376052750.post-2006693150299954877</id><published>2007-03-16T15:23:00.000+01:00</published><updated>2007-03-16T15:28:42.299+01:00</updated><title type='text'>DICO PARADOSSI</title><content type='html'>&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt;&lt;!--[endif]--&gt; Spero che la manifestazione del 10 marzo scorso a Roma, ed il modo in cui la carta stampata l’ha rappresentata il giorno dopo, abbia definitivamente aperto gli occhi di tutti coloro che credono nella necessità di riconoscere diritti alle unioni di fatto. Intendiamoci, io ritengo che la manifestazione fosse necessaria e che abbia raggiunto almeno tre dei suoi obiettivi:     &lt;ol style="margin-top: 0cm;" start="1" type="1"&gt;&lt;li class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;sostenere quanti nel Governo e in Parlamento      credono sinceramente nella necessità di questa riforma, e di questo c’era      bisogno;&lt;/li&gt;&lt;li class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;ricreare unità di intenti tra le anime del      movimento, cosa che ha dello straordinario, vista l’assoluta insufficienza      della proposta di governo e la cronica, permanente litigiosità;&lt;/li&gt;&lt;li class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;riproporre al grande pubblico le ragioni della      necessità di garantire pari opportunità per le coppie non sposate.&lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Ma in piazza abbiamo avuto i soliti noti, e la stampa del giorno dopo, chi più chi meno, ha dato ampio spazio ad una trasgressione che non c’era, rendendo eroi per un giorno Mastella e la gerarchia cattolica nell’inedito ruolo di vittime. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoBodyText"&gt;In altre parole: con la manifestazione non abbiamo fatto nessun reale passo in avanti, anzi abbiamo misurato una volta di più il limite della nostra azione che, per molte ragioni, non è riuscita ad andare oltre alla cerchia delle forze politiche su cui già sapevamo di poter contare.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Questo risultato non è ascrivibile alla volontà degli organizzatori della manifestazione: è stato giusto farla, e la si poteva fare solo così, ma dobbiamo guardare in faccia una realtà che certifica, senza ombra di ulteriore smentita, le scarsissime possibilità che il Parlamento approvi anche quel poco di diritti che la proposta di governo prevede. Possibilità che ulteriormente diminuiranno dopo la prossima manifestazione clerical-cattolica in favore della famiglia tradizionale, dove certo non mancheranno decine di migliaia di persone e politici di tutti gli schieramenti.&lt;/p&gt;    &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Che fare? Io son tra quelli che pensa che far politica significa costruire il possibile, non sognare l’impossibile, ed è questo il motivo per cui, pur essendo tra i sottoscrittori del manifesto per l’uguaglianza dei diritti ( &lt;a href="http://www.matrimoniodirittogay.it/"&gt;www.matrimoniodirittogay.it&lt;/a&gt; ) e turandomi non poco il naso, penso che i DICO son il meglio che la realtà italiana consente oggi. Non sono tra quelli che pensano che si debba rifiutare anche solo questa possibilità, ne tra quelli (e francamente non ne vedo molti) che sperano nel prossimo Parlamento …&lt;/p&gt;    &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Il paradosso che non abbiamo voluto affrontare, già all’indomani del voto elettorale, è che in questa legislatura i nostri principali interlocutori avrebbero dovuto essere le forze del centro destra, o perlomeno coloro che in quello schieramento hanno manifestato posizioni più aperte sul riconoscimento die diritti delle unioni di fatto. Non era forse questa l’unica alternativa all’enorme potere di veto che un pugno di senatori del centro sinistra ligi al dettato della gerarchia cattolica possiede? Non era forse questa l’alternativa alla strategia (vincente, quanto vincente…!) della Margherita, che ha giocato come il gatto col topo, riducendo mese dopo mese valore e importanza della proposta di governo?&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Il guaio è che i margini per lavorare nella direzione di coinvolgere parti del centro destra sono ormai risicati. I flebili appelli alla libertà di coscienza ed al dialogo che con timidezza alcuni esponenti del centro sinistra lanciano verso il centro destra rischiano di essere non la manifestazione di una strategia seria e trasparente ma solo il primo passo di una azione di sganciamento degli stessi partiti dalla proposta dei DICO. Un modo per tentare di scaricare la responsabilità del fallimento sul Parlamento e sulle forze politiche che lo compongono.&lt;/p&gt;    &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Il paradosso che ci troviamo di fronte oggi, invece, è che non abbiamo altri interlocutori che gli stessi che ci hanno seguito fino qui: è a loro che dobbiamo chiedere di operare seriamente in parlamento per creare il consenso necessario per approvare questa riforma. Ed operare seriamente significa crederci, mettersi in gioco, andare oltre ai limiti di maggioranza, fare veramente una azione di lobby parlamentare seria, trasversale, pronta al dialogo, e quindi alla mediazione. Recuperare l’errore fatto di aver voluto forzare la mano del Parlamento (dove già si sapeva che maggioranza non c’era) con una proposta governativa e ricominciare, praticamente da zero, con un accordo tra i partiti che siedono in parlamento.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;So bene che questa è la strada più difficile: non vedo all’orizzonte nessuna “Vicenza” per le unioni civili, nessuna reale forzatura nella direzione di approvare i DICO che venga da quelle forze che fino ad oggi (RC, PDCI, VERDI) hanno ottenuto di più da questo governo.&lt;/p&gt;      &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;L’unica cosa che non ci serve, oggi, sono i massimalisti, di destra e di sinistra, che pure allignano copiosi tra gli italici gay (forse un po’ meno tra le lesbiche e i trans). Quelli che invece di guardare la realtà italiana per quello che guardando la luna e non il dito, si rifugiano nelle solite polemiche contro fantomatiche egemonie e antidemocraticità dell’Arcigay, o se la ridono perche’ il governo delle sinistre non porta a casa nessun risultato concreto sul terreno dei diritti e della laicità.&lt;br /&gt;C’è poco da ridere, molto poco.&lt;/p&gt;      &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Enzo Cucco&lt;br /&gt;16/3/2007&lt;br /&gt;&lt;a href="http://gayindependent.blogspot.com/"&gt;http://gayindependent.blogspot.com/&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3504738857376052750-2006693150299954877?l=gayindependent.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gayindependent.blogspot.com/feeds/2006693150299954877/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3504738857376052750&amp;postID=2006693150299954877' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3504738857376052750/posts/default/2006693150299954877'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3504738857376052750/posts/default/2006693150299954877'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gayindependent.blogspot.com/2007/03/dico-paradossi.html' title='DICO PARADOSSI'/><author><name>Enzo Cucco</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_xHu-Bc0aqBg/TArbeMhhDFI/AAAAAAAAAEo/vD4QA0HRap0/S220/54.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3504738857376052750.post-3643791733186781839</id><published>2007-02-26T10:40:00.000+01:00</published><updated>2007-02-26T10:41:43.987+01:00</updated><title type='text'>Manifesto per l'uguaglianza dei diritti</title><content type='html'>MANIFESTO&lt;br /&gt;PER L'EGUAGLIANZA&lt;br /&gt;DEI DIRITTI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Appello&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al Presidente della Repubblica, ai Membri del Governo, del Parlamento italiano ed europeo, ai Rappresentanti delle Istituzioni locali, alle Associazioni per la difesa e la promozione dei diritti civili e umani, alle Parti Sociali, ai media, alle cittadine e ai cittadini italiani ed europei&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;· Noi sottoscritti, consapevoli dell'importanza che i valori e i principi fondamentali di uguaglianza e pari dignità sociale sanciti dalla nostra Costituzione hanno per il libero e pieno sviluppo della persona, riteniamo che il provvedimento del Governo in materia di Unioni Civili non esprima una posizione laica e di respiro europeo e soprattutto non sia compatibile con il nostro dettato costituzionale.&lt;br /&gt;· I diritti di cui è questione sono evocati e rivendicati come palliativi di situazioni limite, in altre parole come meri rimedi giuridici nell’emergenza o come strumenti di pura gestione patrimoniale (assistenza ai detenuti, ai malati e ai morenti; subentro in affitto di case, eredità), rimedi peraltro in parte già esistenti nel nostro ordinamento: al contrario, il diritto a realizzare un Progetto di Vita comune, matrimoniale o familiare, è elemento fondante ed essenziale per il pieno sviluppo della persona e, in quanto tale, é garantito dagli articoli 2 e 3 della Costituzione italiana.&lt;br /&gt;· Il provvedimento governativo prevede invece il riconoscimento di alcuni limitati diritti alle persone che abbiano deciso di costituire un'unione di fatto, ma non esaurisce la discriminazione in atto nel nostro Paese in ragione del sesso e dell’orientamento sessuale dei componenti la coppia, restando in ogni caso precluso l’accesso all’istituto del matrimonio civile per la coppia omosessuale e disponendo di conseguenza una sostanziale e inammissibile diversità di accesso al diritto legata alla condizione della persona, cosa che costituisce un vulnus inammissibile verso i Principi Fondamentali della nostra Costituzione.&lt;br /&gt;· Noi invece siamo profondamente convinti che a tutti i cittadini e a tutte le cittadine deve essere garantita parità e uguaglianza e pertanto anche il diritto di registrare a tutti gli effetti le loro unioni, indipendentemente dal loro sesso e dal loro orientamento sessuale.&lt;br /&gt;· Occorre affermare che il matrimonio civile è un istituto giuridico non sostituibile, né vicariabile da altri, e che solo con l’accesso anche delle coppie dello stesso sesso a tale istituto è rispettato e pienamente applicato il principio fondamentale di eguaglianza e pari dignità sociale di tutti i cittadini sancito dalla nostra Costituzione.&lt;br /&gt;· Il riconoscimento della coppia di fatto, il diritto al matrimonio civile indipendentemente dal sesso dei coniugi e senza alcuna compressione dei diritti di genitorialità e adozione, può e deve essere garantito da una legislazione analoga a quelle della Spagna, del Belgio, dei Paesi Bassi e del Canada. La disciplina normativa dovrà riferirsi ai componenti del nucleo familiare con il termine «coniugi», assicurare parità di trattamento a tutte le coppie indipendentemente dal sesso dei coniugi e riformare le leggi laddove esistono esplicite forme discriminatorie (ad esempio la legge 40/2004 sulla fecondazione assistita), così come previsto dalla Proposta di Legge n. 1244 (XV Legislatura: primo firmatario Daniele Capezzone).&lt;br /&gt;· Facciamo appello per una affermazione comune di libertà a tutti coloro che condividono aspirazioni inclusive, laiche, fondate sulla parità dei diritti, proprie dell'Europa che vogliamo e che già esiste, di un'Europa in cui il diritto costituisce l'orizzonte di civiltà dei singoli, delle comunità e delle Istituzioni che li rappresentano, contro il pregiudizio, l'esclusione e contro la discriminazione, che l'art. II 81 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea vieta in qualsiasi forma, compresa quella fondata sull'orientamento sessuale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per aderire&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;www.matrimoniodirittogay.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;info@matrimoniodirittogay.it&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3504738857376052750-3643791733186781839?l=gayindependent.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gayindependent.blogspot.com/feeds/3643791733186781839/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3504738857376052750&amp;postID=3643791733186781839' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3504738857376052750/posts/default/3643791733186781839'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3504738857376052750/posts/default/3643791733186781839'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gayindependent.blogspot.com/2007/02/manifesto-per-luguaglianza-dei-diritti.html' title='Manifesto per l&apos;uguaglianza dei diritti'/><author><name>Enzo Cucco</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_xHu-Bc0aqBg/TArbeMhhDFI/AAAAAAAAAEo/vD4QA0HRap0/S220/54.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3504738857376052750.post-8404007716824650789</id><published>2007-02-09T00:36:00.002+01:00</published><updated>2007-02-09T00:36:40.373+01:00</updated><title type='text'>Lettera a Berlusconi</title><content type='html'>Egregio Cavaliere, e così sembra che anche lei, che di politica ha dimostrato di intendersene mica male, si sia accorto di una verità semplice semplice, e cioè che a furia di prendere a pedate e male parole   qualche milione (almeno)&lt;br /&gt;di elettori oomosessuali, si corre il rischio di perderne poi il voto. Era forse convinto del contrario ? Sentire un Calderoli  definire gli omosessuali  “culattoni”, crede sia una carta vincente per ottenerne il voto per la Casa della libertà ? Fa bene a preoccuparsi, ma farebbe ancora meglio a riflettere sulla politica della sua coalizione per quanto riguarda i diritti civili. Non voglio insegnarle nulla, per carità, la invito soltanto ad andarsi a leggere il programma politico di Giuliani, l’amatissimo sindaco di New York durante l’ 11 settembre, e prossimo candidato alla presidenza degli Stati uniti per il partito repubblicano. Ci troverà l’esatto opposto della sua politica per quanto riguarda i diritti civili. In America gli omosessuali sceglieranno per chi votare in base ai programmi di politica economica, politica estera, non essendoci grosse differenze per quanto concerne la sfera del privato. Bush ha fatto gli auguri al suo vice Cheney quando ha saputo che sua figlia, da molti anni in coppia con un’altra donna, aspetta un bambino, ottenuto con l’inseminazione artificiale. Mi ha capito bene, caro Cavaliere, la figlia del vice presidente degli Stati uniti è lesbica, non nubile, non single, non culattona, come forse la chiamerebbe Calderoli, ma una lesbica, riconosciuta, rispettata, che vive in un società che ha capito i valori della modernità. Cosa che non si può del nostro paese, nel quale, non ci fossero stati i radicali ad imporre aborto e divorzio, saremmo ancora qui a sentire destra,centro e sinistra, a discutere di aria fritta, esattamente cone sta avvenendo oggi sul mancato riconoscimento agli omosessuali dei loro diritti. E lei, che ha rappresentato tante speranze con il suo arivo in politica, si sta comportando come il classico democristiano di sempre. Certo, è in buona compagnia. Da questo governo infatti verrà fuori una bruttissma legge, che scontenterà tutti, omosessuali e non. Vincerà l’ossequio a quella parte della Chiesa che non perde occasione di dimostrare tutte la sua crudeltà verso esseri umani che hanno il solo torto di voler vedere riconosciuta una unione, che non solo non mette in discussione la famiglia tradizionale, ma che invece la rispetta e la riconosce. Se ne aggiungerebbe un’altra, valida sul piano civile, e quindi attenta a non entrare nel modo più assoluto nel campo religioso. Lei dice no  a tutto questo, mentre&lt;br /&gt;la sinistra, ingannando gli omosessuali, tirerà fuori un pateracchio ancora peggiore. Vincerà l’ipocrisia del  trio Bindi-Binetti-Rutelli, mentre lei, caro Cavaliere, si troverà a braccetto con chi non si è ancora accorto che siamo nel ventunesimo secolo.  Di voti ne perderà, questo è certo, gli omosessuali sono persone dotate di un normale cervello come tutti, e che, quando è ora di votare, lo useranno, ricordandosi che vivono in un paese che, a differenza di altri, molto più liberi e democratici del nostro, non è stato capace di legiferare a tutela dei loro interessi. Ci sarà chi non voterà più  Cdl, come ci saranno quelli che, in base al altre considerazioni, la voteranno turandosi il naso. Ma quaesto capiterà anche a sinistra, dove non basta far eleggere qualche culattone (come direbbe Calderoli) per far digerire rospi indigeribili come l’essere contro l’Occidente, l’America, Israele, e riproporre la ricetta comunista come credibile. Gli specchietti per le allodole non funzionano più. Sono convinto che crescerà di molto l’astensione, in antrambi gli schieramenti. Ripensi a quando respinse i radicali per le proteste dei suoi cari Dc. Se quel risultato non l’ha soddisfatto, si prepari a una sua replica. Si tenga la Mussolini e i suoi fedeli (!) Dc, e continui a tirarci pedate. Contento lei....&lt;br /&gt;Angelo Pezzana&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;pubblicato su Libero il 7 febbraio 2007&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3504738857376052750-8404007716824650789?l=gayindependent.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gayindependent.blogspot.com/feeds/8404007716824650789/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3504738857376052750&amp;postID=8404007716824650789' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3504738857376052750/posts/default/8404007716824650789'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3504738857376052750/posts/default/8404007716824650789'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gayindependent.blogspot.com/2007/02/lettera-berlusconi.html' title='Lettera a Berlusconi'/><author><name>Enzo Cucco</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_xHu-Bc0aqBg/TArbeMhhDFI/AAAAAAAAAEo/vD4QA0HRap0/S220/54.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3504738857376052750.post-110612551090911994</id><published>2007-02-09T00:36:00.001+01:00</published><updated>2007-02-09T00:34:01.233+01:00</updated><title type='text'>Cantalamessa e gli omosessuali</title><content type='html'>Padre Raniero Cantalamessa è uno dei frati cappuccini più famosid'Italia. Commenta il Vangelo su RAI 1 ogni sabato pomeriggio alle17,30, e sabato 30 dicembre scorso (tema: la famiglia) ha ospitatonella sua trasmissione un ex omosessuale e la sua nuova famigliaeterosessuale.Nessun impatto veramente significativo in verità: basti confrontarel'audience di trasmissioni come questa con quella di programmi moltopiù popolari dove l'omosessualià è stata trattata di recente (Banfiin prima serata su RAI 1, per esempio). Il caso, però, è degno di notasoprattutto perché credo che si tratti del primo esempio diomosessuale convertito all'eterosessualità trasmesso dalla televisionepubblica italiana. E soprattutto perchè il "taglio" comunicativoscelto è un vero e proprio format (scusate il tecnicismo) moltodiffuso in quella parte di chiesa cattolica cosiddetta dialogante, oche perlomeno vuole apparire tale.Padre Cantalamessa ha introdotto il tema della famiglia, ed i pericoliche essa affronta nel mondo moderno. Si è soffermato molto brevementesulle unioni tra persone dello stesso sesso (e credo di ricordare chenon ci fosse alcuna condanna particolarmente dura delle stesse),mentre molto più a lungo ha stigmatizzato la possibilità di adozionida parte di coppie omosessuali. E su questo tema ha presentatol'intervista. Non ricordo il nome della persona intervistata, un uomodi circa 30 anni, visibilmente emozionato ma molto chiaro nella suaesposizione, che ha raccontato di essere stato omosessuale, di aversofferto moltissimo per questo, e di aver ritrovato una vita vera (nonricordo se ha usato questo termine ma il senso era questo) grazie allapreghiera ed all'aiuto di un gruppo di amici. Poi la scena cambia edappare sua moglie e il loro bambino. Altre parole sulla bellezza dellaloro relazione e sul dono ricevuto. Lacrime di entrambi.Sia Cantalamessa che l'intervistato hanno sottolineato che il caso nonera generalizzabile, che si trattava di una storia singola. Ma ilfrate ha poi concluso dicendo che si trattata di una testimonianzasignificativa su come sia possibile cambiare.Ripeto, le parole usate potrebbero essere altre (cercherò direcuperarle …) ma il tono generale, il montaggio dell'intervista,l'atteggiamento tutto sommato accogliente del cappuccino nei confrontidelle persone omosessuali, l'ampio uso di emozioni (commozione,speranza, vittoria sul dolore, futuro…) costruiscono un cocktailcomunicativamente molto efficace e sicuramente confezionato per igrandi pubblici televisivi, non certo per la nicchia di ascoltatoridel programma del sabato pomeriggio (tra cui c'era il sottoscritto checucinava…).Che dire? Certo con un paio di battute possiamo archiviare il casocontinuando con le nostre contumelie contro la chiesa matrigna eviolenta, o contro l'uso strumentale e manipolatorio di singoli casi(che nessuno mette in dubbio, sia ben chiaro, anche perché benconosciamo le migliaia e migliaia di "conversioni" nell'altro sensoche ogni giorno avvengono in tutto il mondo…).Ma la sostanza è un'altra: la gerachia cattolica "dialogante" (padreCantalamessa è senza dubbio la voce più conosciuta di questagerarchia) indicando una "via d'uscita gentile" dall'omosessualità&lt;br /&gt;,una via favorita dalla "preghiera e con l'aiuto di un gruppo diamici", continua a ritenere il comportamento omosessuale innaturale einaccettabile, in linea con alcune retroguardie della scienzacontemporanea. Infatti nel caso dell'omosessualità, ma anche inaltri, la Chiesa ha sempre goduto di una sponda scientifica, ancorchèminoritaria, per sostenere le proprie tesi di tipo morale: il caso delpreservativo nelle campagne di prevenzione dell'Aids è uno degliesempi più eclatanti..In altre parole il comportamento omosessuale è una patologia, a voltecurabile a volte no, per la quale è necessaria comprensione,accoglienza, ma nessun riconoscimento di particolari diritti che nepossano legittimare l'esistenza ed il valore, sia individuale chesociale. La stessa visibilità è sommamente perniciosa, perché ognitipo di visibilità porta con se, nel breve o nel lungo periodo,conoscenza, quindi superamento dei pregiudizi ed accettazioneautentica della diversità.Tutto questo è noto, ed è comune a molte chiese protestanti diffusenel mondo occidentale, mancava l'elemento nuovo, di tipo comunicativo,che la trasmissione condotta da Cantalamessa rappresenta. Non so sesarà uan strategia vincente (la Chiesa è maestra anche in strategiecomunicative, non bisogna dimenticarlo), certamente è una novità, chebisogna segnalare e seguire da vicino, magari anche per cambiare ilmodo di comunicare che il movimento italiano ha avuto in questi ultimianni.Come ho detto la sostanza del messaggio di Cantalamessa non è unanovità: il 15 aprile del 1971 su La Stampa apparve un articolo firmatodal neurologo Romero che fu la miccia che diede fuoco al Fuori!Nell'articolo si citava il libro uscito da Feltrinelli di GiacomoDacquino, "Diario di un omosessuale", in cui si narra proprio di unomosessuale che diventa eterosessuale. L'autore del libro, ancoravivo, è un noto psichiatra e terapeuta, che ha pubblicato numersissimitesti anche di grande successo, esercita a Torino ed ha insegnatoall'Università di Pavia e alla Pontificia Università Salesiana: maguarda le coincidenze!&lt;br /&gt;Enzo Cucco&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3504738857376052750-110612551090911994?l=gayindependent.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gayindependent.blogspot.com/feeds/110612551090911994/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3504738857376052750&amp;postID=110612551090911994' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3504738857376052750/posts/default/110612551090911994'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3504738857376052750/posts/default/110612551090911994'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gayindependent.blogspot.com/2007/02/cantalamessa-e-gli-omosessuali.html' title='Cantalamessa e gli omosessuali'/><author><name>Enzo Cucco</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_xHu-Bc0aqBg/TArbeMhhDFI/AAAAAAAAAEo/vD4QA0HRap0/S220/54.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3504738857376052750.post-1309086483818514047</id><published>2007-02-09T00:29:00.000+01:00</published><updated>2007-02-09T00:26:20.620+01:00</updated><title type='text'>Pride's Mirabilia</title><content type='html'>Elenco delle cose notevoli che il Torino Pride 2006 ha reso possibili&lt;br /&gt;(chi fa l’elenco delle cose orribili?…)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;· La più grande partecipazione di massa a un Pride italiano (fatta eccezione per il World Pride del 2000): almeno 100.000 persone alla manifestazione del 17 giugno (ma il numero esatto è sicuramente più alto, e si colloca ragionevolmente tra 130 e 150mila);&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;· la più grande manifestazione di piazza che si sia vista a Torino da almeno 10 anni (fatta eccezione per i festeggiamenti in occasione dei Giochi Olimpici Invernali);&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;· il più alto numero di adesioni ufficiali da parte di associazioni e gruppi (oltre 200 quelle da noi registrate) e il più alto numero di carri musicali partecipanti (32);&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;· Il primo Pride che è durato veramente tutto l’anno;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;· Tutte le organizzazioni glbt piemontesi sono riuscite a collaborare contenendo conflitti e competizione, dando la giusta visibilità a tutte le componenti lgtq (c’è carenza di b visibili…);&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;· Per la prima volta in Italia il Pride ha ottenuto sia patrocinio che contributo economico da Regione, Provincia e Comune;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;· Per la prima volta in Italia il Sindaco, il Presidente della Provincia e la Presidente della Regione hanno sottoscritto (con tanto di foto sul depliant) un messaggio di benvenuto ai partecipati al Pride;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;· Per la prima volta in Italia le principali istituzioni culturali cittadine hanno sostenuto il Pride inserendo nei loro cartelloni iniziative o sostenendo quelle proposte dal Torino Pride 2006 (Teatro Stabile, Teatro Regio, Fiera del Libro, Settembre Musica, Museo del Cinema);&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;· Per la prima volta in Italia un Pride ha coinvolto un numero così alto di organizzazioni non lgbt, anche dentro il Direttivo del Comitato organizzatore;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;· Per la prima volta in Italia hanno aderito al Pride il Presidente della Camera dei Deputati e tre Ministri della Repubblica, due dei quali hanno partecipato alla manifestazione (insieme a molti deputati, senatori, assessori regionali, provinciali e comunali, consiglieri…);&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;· Per la prima volta in Italia una manifestazione del Pride viene aperta da tutte le organizzazioni transgender italiane;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;· Per la prima volta in Italia tutte le organizzazioni lesbiche hanno sfilato insieme dietro un unico carro musicale;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;· Per la prima volta nella sua storia la Mole Antonelliana è stata illuminata di rosa, in onore del Torino Pride 2006;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;· Per la prima volta a Torino (e forse in Italia) il Pride è stato promosso dagli uffici comunali sui display stradali e sui materiali di comunicazione ufficiali della Città come uno dei grandi eventi cittadini;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;· Per la prima volta in Italia un ufficio di promozione turistica (quello della Città di Torino) ha invitato e ospitato giornalisti stranieri in occasione del Pride;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;· Per la prima volta in Italia un quotidiano nazionale ha utilizzato la parola “trionfo” per descrivere il Pride (la Stampa, 18 giugno 2006, 1° pagina, taglio alto a destra)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;· Altro da aggiungere? ……..&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3504738857376052750-1309086483818514047?l=gayindependent.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gayindependent.blogspot.com/feeds/1309086483818514047/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3504738857376052750&amp;postID=1309086483818514047' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3504738857376052750/posts/default/1309086483818514047'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3504738857376052750/posts/default/1309086483818514047'/><link rel='alternate' type='text/html' 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